«Nell’ottobre del 2018 sarebbero dovuti partire i lavori della Gronda di Genova.  Adesso basta giocare a nascondino: ci aspettiamo che il ministro Toninelli ci metta la faccia e dica chiaramente cosa vuol fare, senza rimandare oltre. Il sistema dei trasporti, l’economia stessa della regione, necessitano di una scossa. Bisogna partire subito con un’opera di cui si discute da trent’anni e che è pronta per iniziare domani stesso». Lo dichiara il segretario generale della Cisl Liguria Luca Maestripieri.

«Il futuro della Liguria – continua Maestripieri – passa anche da questa infrastruttura, sarebbe e deve essere uno straordinario volano anche per l’economia. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio, ben 10 mila tra diretti e indotto a cui si aggiungono tutti quelli di fatto cancellati dallo svantaggio per ogni singola azienda ligure di ogni settore il cui business è mortificato dalle attuali infrastrutture inadeguate. È vero: per costruire la Gronda ci vorranno 10 anni, ma ogni giorno in più significa 10 anni più un giorno. Basta chiacchiere e giochini di partito: ora la Liguria vuole solo fatti».

Dai dati rielaborati dalla Cisl Liguria risulta che ogni euro investito per l’opera potrebbe portare ricadute sull’economia regionale per altri 2 euro. Solo sull’indotto la cifra, sempre in riferimento al territorio regionale, si aggira intorno ai 3.4 miliardi, mentre per quanto riguarda gli effetti diretti e indiretti le ricadute si attestano intorno ai 6.6 miliardi (stime elaborate da Uniontrasporti). Secondo Cisl Liguria, dall’aggiornamento dell’analisi costi-benefici di Società Autostrade risulta che l’opera potrebbe generare, circa 10 mila posti di lavoro tra occupati diretti e indiretti connessi con le attività di costruzione. Si stima, inoltre, una crescita del Pil regionale del 10% in 10 anni.

«Il ministro Toninelli – conclude Maestripieri – ha idea di quanti posti di lavoro significhi questo dato per il nostro territorio? Siamo di fronte a un’opera fondamentale per la nostra regione e per tutta Italia. Abbiamo bisogno di infrastrutture, non di tentennamenti e continui rinvii. E non c’è solo la Gronda: stiamo aspettando che riprendano i lavori del Nodo Ferroviario, mentre sul raddoppio ferroviario Andora-Finale Ligure è calato il silenzio assoluto».

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