«Nessuno può convincerci che un aumento del 25-30%, simulato su alcuni percorsi, possa giovare a questa professione, nessuno può farci pensare che Genova abbia un bacino di utenza che possa acquisire il prezzo tassametrico, il prezzo di partenza ed il prezzo di sosta più costosi d’Italia». È quanto afferma in una nota il cda di Gexi Genova Taxi, aderente ad Ascom Confcommercio Genova, a proposito della richiesta di aumento tariffario dei taxi proposta da 17 categorie sindacali all’assessore alla Mobilità, Stefano Balleari.

Non siamo contrari a prescindere ad un aumento equilibrato – si legge nella nota – considerando anche che le tariffe non vengono rimodulate da molti anni, ma continuiamo ad essere certi che oltre a questa strada, se si ha la capacità di tutelare gli interessi di una categoria, si può e si devono trovare anche altre soluzioni, ad esempio abbassando le spese di gestione ed incrementando il flusso di lavoro».

Gexi chiede un confronto tra la proposta delle altre organizzazioni e la propria, «che prevede una maggiore trasparenza tariffaria e una più equa tariffazione per la richiesta del taxi da parte degli abitanti genovesi residenti in periferia, nelle valli o sulle alture».

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