Sono stati consegnati i primi alloggi ai nuclei familiari residenti a Begato, nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana del quartiere Diamante, attraverso un percorso che porterà all’abbattimento della cosiddetta “Diga”.

Due le famiglie assegnatarie di altrettanti alloggi, a Quarto Alta (in via degli Iris 16/4 e in via delle Genziane 129/3).

Si tratta delle prime ricollocazioni dei 404 nuclei di abitanti nella cosiddetta “Diga” nel quartiere Diamante a Begato che, come annunciato, hanno preso il via a luglio e proseguiranno senza soluzioni di continuità fino a febbraio 2020, quando si potrà procedere alla demolizione della struttura.

L’obiettivo del progetto, presentato lo scorso marzo, è quello di arrivare a una sostituzione edilizia, creando un nuovo agglomerato urbano con caratteristiche tecniche innovative di eco-sostenibilità.

La previsione è quella di proseguire con altre 20 ricollocazioni nel mese di luglio e ad agosto, fino ad arrivare alla consegna di 50 alloggi ogni mesi fino a febbraio 2020.

Un percorso di rigenerazione urbana e sociale che si articolerà in tre fasi, a partire dalla ricollocazione, che ha preso il via oggi, di circa 400 nuclei familiari recuperando alloggi sfitti e facilitando tale attività attraverso un laboratorio di ascolto attivato a Begato; si passerà poi alla demolizione vera e propria delle Dighe, il cui inizio è previsto ad aprile del 2020 e durerà 14 mesi, con abbattimento di 486 appartamenti. Infine, mantenimento e recupero di una porzione della Diga rossa (37 alloggi in via Cechov 11) che verrà ripristinata dal punto di vista edilizio e funzionale e realizzazione di un primo lotto di 70 alloggi di edilizia innovativa a basso consumo energetico con soluzioni tecnologiche nuove.

L’agenzia regionale territoriale per l’edilizia ha già provveduto all’individuazione degli alloggi dove trasferire i nuclei familiari che saranno collocati nei quartieri del Centro storico, di Sampierdarena e Sestri Ponente.

«Quello di oggi è un primo importante passo, come avevamo detto lungo la strada non solo di una rigenerazione edilizia, ma anche sociale del quartiere di Begato – ha spiegato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – Si tratta di una vera e propria rivoluzione di una vecchia concezione urbanistica ed edilizia che aveva portato a concentrare in un unico quartiere privo di servizi nuclei familiari con notevoli problemi. A questo punto integriamo, per la prima volta, questi cittadini che di fatto hanno vissuto a Begato una realtà complicata dal punto di vista sociale e della vita quotidiana. I 400 nuclei verranno distribuiti sulla città e per la prima volta si avvierà un’azione contraria rispetto a quanto mai attuato dalle amministrazioni precedenti che hanno creato ghetti».

«Un vera rivoluzione di gestione sociale di questi nuclei disagiati rispetto al passato – aggiunge il sindaco di Genova Marco Bucci – Con una grande azione di ascolto attivata sul territorio, abbiamo scelto di distribuire i nuclei familiari su tutta la città, evitando l’effetto di concentrazione che in questo anno ha solo moltiplicato i problemi. Questo processo ha voluto andare incontro alle richieste della popolazione che vive lì da anni e che vuole andare in quartieri più vivibili. In questo modo portiamo avanti anche un rinnovamento del tessuto che potrà favorire una maggiore vivibilità. Tenendo conto che si tratta di nuclei familiari fragili che vanno sostenuti, e che prevediamo di ricollocare entro febbraio».

Parallelamente alla ricollocazione in altre porzioni di città, prenderà il via anche la gara, prevista a ottobre, per la demolizione della Diga, per poi procedere con l’apertura del cantiere ad aprile 2020.

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