«In questi giorni la Filt Cgil ha appreso che il Fondo Nazionale trasporti, già pesantemente decurtato dalle manovre di finanza pubblica che risalgono al governo Monti, subisce l’ennesimo saccheggio. In Liguria la decurtazione prevede una riduzione di finanziamenti per i contratti di servizio stipulati con le aziende del trasporto pubblico locale, sia su ferro che su gomma, per un importo totale di oltre 2 milioni» (presumibilmente un milione a Trenitalia e il restante alle aziende della gomma). È quanto si legge in una nota sottoscritta da Andrea Gamba e Laura Andrei, rispettivamente segretario regionale e segretario generale Filt Cgil Liguria.

«Purtroppo – commentano Gamba e Andrei – dobbiamo prendere atto che le dichiarazioni sui social sono una cosa, ma i fatti restano altro: la necessità di aumentare le quote di trasporto sostenibile è solo oggetto di annunci ma non si traduce in atti concreti. Anzi, visti questi provvedimenti, ci dobbiamo preparare a nuovi tagli nei servizi, agli aumenti delle tariffe, al decadimento della qualità, a possibili esuberi di personale, all’aumento della mobilità privata e al perdurare dell’irrilevanza del trasporto merci su ferro a favore della gomma».

A questo punto, per mantenere il medesimo livello di servizio, sarebbe necessario aumentare le tariffe, così come prevede la legge, per dare sostenibilità economica ai servizi di trasporto pubblico locale laddove le risorse pubbliche non sono più sufficienti.

Quindi, sempre il legislatore, fa notare la Filt, decide di incentivare l’acquisto degli abbonamenti, ma determina le condizioni per gli aumenti tariffari (sempre che le amministrazioni non optino per tagliare altri servizi ai cittadini).

«Il prossimo 25 luglio intanto – conclude la nota – era già stata calendarizzata una riunione unitaria con l’assessore regionale ai trasporti al quale verranno poste le questioni relative alla tutela di lavoratori e dell’utenza del trasporto pubblico in Liguria alla luce dei tagli nazionali alle risorse destinate al nostro territorio».

In sostanza Lega e Movimento 5 Stelle hanno deciso di tagliare 58 milioni di euro al fondo nazionale dei trasporti, per pagare le detrazioni al tpl contenute nella finanziaria 2018, rileva il gruppo consigliare Pd della Regione Liguria. “Una scelta che va nella direzione opposta rispetto allo spirito con il quale furono pensate quelle detrazioni (incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico) e che, in Liguria, si tradurrà in una decurtazione di circa 2 milioni di euro, equamente divisi tra ferro e gomma (per Amt il taglio dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 mila euro). Un colpo durissimo per le aziende di trasporto e soprattutto per quella genovese, con il rischio che ci si debba trovare di fronte a una scelta tra l’aumento delle tariffe e il taglio del servizio. Comunque sia i primi a essere colpiti saranno i cittadini e il diritto alla mobilità”.

Il Pd rileva che il governo gialloverde “dimostra di voler affossare anche il trasporto ferroviario. Oltre al blocco della già citata Tav Lega e Cinque Stelle continuano a non finanziare il ferro-bonus che era stato istituito dal ministro Delrio nell’ultima legge di bilancio del centrosinistra per sostenere il trasporto ferroviario. E quindi è impossibile attivare nuovi investimenti anche in questo settore”.

Viene annunciato che lunedì in conferenza capigruppo, quando incontreranno i sindacati dei trasporti, verrà chiesto alla giunta ligure un intervento deciso in conferenza Stato Regioni e presso il governo per evitare quest’ondata di tagli.

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