L’agenzia The (Times Higher Education) ha pubblicato la seconda edizione di Europe Teaching Rankings, ranking che ambisce a valutare la qualità dell’insegnamento.

Circa il 30% del punteggio è determinato dal risultato di un questionario compilato dagli studenti delle università, invitati a far ciò proprio da The. La parte restante del punteggio è fissata invece in base a indicatori volti a stimare la qualità delle risorse messe a disposizione degli studenti (in termini di numero di professori, produttività scientifica, servizi), l’ambiente di studio (in termini di internazionalità e bilancio di genere), la reputazione internazionale e i risultati conseguiti dagli studenti stessi.

Dando molto peso alla voce degli studenti e ai parametri incentrati su di loro, i risultati possono differire anche significativamente rispetto a quelli del più classico ranking The: il World University Rankings, molto più incentrato sull’eccellenza della ricerca e sulla visibilità delle università.

Delle circa 4.000 università attive in Europa, il ranking ha inserito nella sua lista le 258 che sono state ritenute migliori, appartenenti a 18 nazioni.

L’Università di Genova è stata classificata nell’intervallo da 126 a 150. Un risultato brillante, considerando che solo 8 università generaliste italiane si sono piazzate meglio del nostro Ateneo, mentre il numero delle università italiane entrate in classifica è pari a 33. La posizione in cui si trova l’Ateneo genovese rientra nel top 3.5% delle università europee. Queste ultime rappresentano un sottoinsieme delle università mondiali caratterizzato da una qualità media particolarmente alta, come si può dedurre da qualsiasi ranking internazionale.

Il risultato positivo dell’Università di Genova in questo ranking che guarda alle opinioni dei discenti è dovuto anche alla tradizionale apertura e attrattività dell’Ateneo nei confronti degli studenti internazionali. Una tendenza rafforzata negli ultimi anni: nell’anno accademico in corso, il 2018/19, gli studenti internazionali arrivati in Liguria (vale a dire quelli che si sono iscritti a un corso di studio dell’Ateneo genovese per la prima volta, avendo un titolo di accesso – diploma di scuola superiore o laurea triennale – conseguito all’estero) sono stati circa 500 e hanno rappresentato il 6.5% del totale. Una percentuale che supera con decisione il doppio della media nazionale, attestata attorno al 3%. I paesi da cui proviene la maggioranza degli studenti internazionali sono: India, Pakistan, Cina, Albania, Marocco, Tunisia, Ecuador, Iran, Turchia, Camerun.

Quella all’internazionalizzazione è una vocazione che l’Università di Genova vuole ulteriormente rafforzare e lo sta facendo con un’energica promozione della sua offerta formativa, specie dei 12 corsi di studio erogati in inglese, in alcune aree geografiche selezionate. Fra le migliaia di studenti internazionali che si sono candidati per il prossimo anno accademico, l’Ateneo ne ha selezionato e pre-accettato circa 900, un numero che rappresenta il 150% di quelli pre-accettati l’anno scorso e il 350% di quelli pre-accettati due anni fa. Se queste pre-accettazioni si dovessero convertire, anche solo in quota parte, in iscrizioni effettive, il risultato potrebbe essere davvero eclatante.

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