Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ieri alla riunione con ArcelorMittal e sindacati ha escluso la reintroduzione dello scudo penale (eliminato con il decreto Crescita) nei confronti dell’azienda per danni ambientali riconducibili alla passata gestione e ha anche smentito le fonti di stampa che parlavano della presenza di una sorta di esimente penale in un accordo di modifica dell’ intesa raggiunta lo scorso settembre.

Intanto la procura di Taranto ha disposto l’ avvio delle procedura di spegnimento dell’ altoforno 2 dell’ impianto ex Ilva, già sottoposto a sequestro preventivo dopo l’ incidente costato la morte nel 2015 di un operaio investito da una colata incandescente e l’azienda ha confermato la cassa integrazione per 13 settimane.

Sulle dichiarazioni di Di Maio è intervenuto Carlo Calenda, europarlamentare Pd ed ex ministro dello Sviluppo economico. «Luigi Di Maio – ha detto Calenda – ha mentito di nuovo. Nel contratto da lui firmato a settembre 2018 la revoca della cosiddetta immunità è disciplinata come causa di risoluzione. Siamo davanti all’ ennesima sceneggiata infarcita di menzogne come già accaduto su Ilva con il parere dell’ avvocatura, su Tap con le penali fantasma, su Whirlpool con la notizia della vendita dello stabilimento. Non parliamo di menzogne “politiche” o promesse non mantenute. Ma di affermazioni pronunciate su dossier delicatissimi e contraddette da documenti ufficiali».

Secondo Alessandro Vella, segretario Fim Cisl Liguria, «è necessario fare chiarezza una volta per tutte sul tema dell’immunità penale, che ricordiamo essere temporanea e necessaria all’attuazione dell’Aia. Sulla cassa integrazione abbiamo chiesto all’azienda una marcia indietro, l’azienda attualmente ha tutta la flessibilità per gestire il calo di domanda dell’acciaio. Solo rispettando le scadenze e l’interezza dell’accordo sito per sito si possono limitare al minimo i danni e rilanciare finalmnete occupazione e ambientalizzazione, per farlo serve che ognuno faccia un’assunzione di responsabilità, a partire dagli investimenti su Genova».

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