Piccoli miglioramenti, ma ancora parecchia strada da fare per raggiungere un’omogeneità non solo a livello nazionale, ma anche intra-regionale, su alcuni indicatori che misurano le performance del sistema sanitario. Questa la fotografia della Liguria all’interno del programma nazionale Esiti, attività che Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) svolge per conto del ministero della Salute, proprio per monitorare le differenze e fungere da strumento utile per migliorare l’efficacia e l’equità del servizio sanitario nazionale. Ancora oggi nascere in una determinata regione o essere ricoverati in una struttura piuttosto che un’altra, può essere determinante nel far evolvere in modo migliore la salute di un paziente.

La proporzione di fratture del collo del femore sopra i 65 anni di età operate entro due giorni, in Italia è passata dal 31% del 2010 al 65% del 2017. Il regolamento del ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell’assistenza ospedaliera (DM 70) fissa al 60% la proporzione minima per struttura di interventi chirurgici entro 2 giorni su pazienti con frattura del collo del femore di età maggiore di 65 anni. La Liguria ha un valore medio inferiore e, secondo il report, non ci sono stati sostanziali miglioramenti nel tempo.

Legenda: la linea nera è la mediana, il quadratino giallo è la media regionale, la linea rossa lo standard di riferimento, il rettangolo blu: varietà intra-regionale, rappresenta i valori dell’indicatore nel 50% delle strutture regionali. Gli estremi tratteggiati rappresentano il valore minimo e massimo della struttura ospedaliera

Rispetto al 2016 la Liguria ha ridotto la “forbice” tra valore più alto e più basso

Legenda: la linea nera è la mediana, il quadratino giallo è la media regionale, la linea rossa lo standard di riferimento, il rettangolo blu: varietà intra-regionale, rappresenta i valori dell’indicatore nel 50% delle strutture regionali. Gli estremi tratteggiati rappresentano il valore minimo e massimo della struttura ospedaliera

La mortalità a 30 giorni dal ricovero per infarto acuto del miocardio continua a diminuire, da 10.4% del 2010 a 8.3% del 2017. A fronte del valore nazionale medio, si osserva una bassa variabilità interregionale e una discreta variabilità intra regionale, con valori per struttura ospedaliera che variano da un minimo dello 0% a un massimo del 25%. In Liguria si arriva sino a poco sopra il 10%. Resta comunque in parte sopra la media.

Legenda: la linea nera è la mediana, il quadratino giallo è la media regionale, la linea rossa lo standard di riferimento, il rettangolo blu: varietà intra-regionale, rappresenta i valori dell’indicatore nel 50% delle strutture regionali. Gli estremi tratteggiati rappresentano il valore minimo e massimo della struttura ospedaliera

La Liguria dimostra di essere migliorata sulle degenze operatorie inferiori a 3 giorni sulle colicistectomie laparoscopiche con il 50% delle strutture sopra il valore atteso.

Una parte minima di strutture attrezzate per i ricoveri di pazienti con ictus ischemico, non raggiunge ancora il tasso medio nazionale dell’11,3% di mortalità a 30 giorni.

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Maggiore strada ancora da fare per far diminuire i morti a 30 giorni da embolia polmonare

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Migliora, ma non è ancora soddisfacente la proporzione di interventi di ricostruzione o inserzione di espansore nel ricovero per intervento chirurgico demolitivo per tumore invasivo della mammella.

La Liguria è anche tra le regioni che devono diminuire il tasso di ospedalizzazione per intervento di tonsillectomia: la media nazionale è 2,05 per mille, la Liguria, anche nella struttura migliore, supera il 2,4.

Legenda: la linea nera è la mediana, il quadratino giallo è la media regionale, la linea rossa lo standard di riferimento, il rettangolo blu: varietà intra-regionale, rappresenta i valori dell’indicatore nel 50% delle strutture regionali. Gli estremi tratteggiati rappresentano il valore minimo e massimo della struttura ospedaliera

Per approfondire ulteriormente ecco il documento integrale PNE 2018

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