Arriva da Roma e viene riferita dall’assessore alla Sanità della Regione Liguria Sonia Viale la notizia dell’aumento dei contratti di formazione specialistica dei medici, che passano da 6.934 (erano già aumentati rispetto all’anno precedente) a 8 mila a livello nazionale. Non è ancora stato specificato l’aumento per la Liguria. Erano state 173 le borse finanziate a livello statale nel 2017/2018.

«Ieri in commissione Salute a Roma abbiamo ricevuto l’informativa sull’aumento dei contratti di formazione specialistica dei medici – dice Viale – è un’ottima notizia e ringrazio il ministro Bussetti, che ha finalmente ascoltato il grido di dolore delle regioni che lamentano da tempo il problema dell’imbuto formativo, ossia del numero delle borse di studio inferiore al numero di medici laureati ogni anno, problema mai risolto negli anni».

Viale ribadisce che i concorsi sono stati banditi in tutte le aziende per coprire i posti vacanti in organico, o hanno avuto le deroghe per essere effettuati.

Per quanto riguarda la questione dei medici pensionati richiamati per non chiudere reparti nel periodo delle ferie, Viale aggiunge: «Tutte le persone di buon senso hanno capito che non si tratta di una scelta tra generazioni ma di uno dei modi, non l’unico e non il principale, con i quali stiamo rispondendo a un’emergenza. La formazione comincerà a dare benefici e rispondere ai problemi di personale solo tra qualche anno, le carenze le abbiamo oggi e dobbiamo trovare una soluzione».

La Regione Liguria nel 2018 aveva finanziato borse proprie di formazione specialistica, proprio per ottemperare a questo problema.

Bj Liguria aveva già diffuso (qui e qui) le preoccupazioni sulla carenza di specialisti.

Il presidente Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) Filippo Anelli, chiede un passo ulteriore: «Il percorso per risolvere il problema della carenza di specialisti, che crea forte disagio e allunga le liste di attesa, necessita di un ulteriore sforzo. Chiediamo di assumere all’interno degli ospedali gli specializzandi dell’ultimo anno, misura largamente condivisa da tutto il mondo medico e dai sindacati di categoria, e di porre fine all’emorragia di borse che, abbandonate a metà del percorso, vanno attualmente sprecate».

 

 

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