Nelle oltre 300 pagine del rapporto annuale Istat 2019, è possibile estrapolare qualche dato sulla Liguria.

Territorio

Una regione con una superficie antropizzata lorda elevata nella parte centrale e sino al confine di Levante, più contenuta a Ponente, mentre la superficie netta vede la Liguria all’ultimo posto in Italia, ulteriormente in aumento: poco meno di 300 mq contro i quasi 800 della Basilicata.

La Liguria è anche tra le regioni in cui avvengono più attività estrattive in Comuni con aree a pericolosità frana molto elevata o elevata, ma anche in aree a pericolosità alluvioni media e in Comuni con aree protette. L’indicatore Istat segna valori superiori all’80% in tutte e tre le categorie.

Agricoltura

Una delle strategie adottate dalle imprese del settore agricolo in risposta alla crisi e per aumentare la propria competitività è orientata alla diversificazione delle attività produttive e commerciali. Alcune aziende tendono infatti a integrare l’offerta di prodotti strettamente agricoli con quella di prodotti e servizi meno tradizionali e più innovativi, legati alle attività turistiche e alla produzione di energia rinnovabile, sviluppando “attività connesse” al settore primario. La Liguria è ai vertici percentuali della quota imprese che diversificano: 18,5%, l’indice dei ricavi per addetto è del 111% (rapporto percentuale tra il valore dell’indicatore per le imprese che diversificano rispetto a quelle che non diversificano), tuttavia l’indice di produttività è dell’88,2%, un dato inferiore rispetto a regioni che diversificano meno.

Demografia

La Liguria è ancora lievemente attrattiva: il saldo migratorio interregionale dei giovani dai 20 ai 34 anni per livello di istruzione è positivo (nulla a che vedere con la Lombardia, ma vale il nono posto italiano). Il saldo migratorio con l’estero è negativo invece, come del resto per tutte le regioni italiane. In ogni caso il guadagno/perdita è sostanzialmente in pareggio.

Istruzione/Lavoro

Dal punto di vista dell’incidenza degli occupati tra i 20 e i 64 anni in professioni qualificate, l’incidenza dei laureati sulla popolazione in età lavorativa e il tasso di occupazione per regione, la Liguria è invece messa bene, con rispettivamente il 37,4%, il 21,2% e l’80,6%.

I grafici sono visibili nella loro interezza da pc, per interagire su mobile clicca qui

Le attività lavorative non direttamente osservabili perché svolte violando la normativa in
materia fiscale-contributiva sono aumentate del 9,4% tra il 2012 e il 2016, di cui solo il 2,7% è componente locale (quella nazionale è del 4,5%, quella strutturale dello 0,5% e la della macroarea è dell’1,6%).

Turismo

Andando a vedere il numero delle presenze dei turisti stranieri, si capisce quanto la Liguria potrebbe dare di più, anche se è ovviamente limitata dalle dimensioni del territorio. Un dodicesimo posto, per una regione che punta molto sul turismo, è un po’ poco.

Considerazioni simili si possono fare sulle presenze italiane, ancora inevitabilmente troppo dipendenti dalle regioni limitrofe come Piemonte e Lombardia (mentre i liguri, in vacanza tra i confini nazionali, si distribuiscono un po’ ovunque)

La Liguria è piuttosto indietro anche nel numero di visitatori di musei: poco più di 1,6 milioni nel 2017, quattordicesimo posto, addirittura sotto la provincia di Bolzano.

Altri dati interessanti si riescono a estrapolare dalle mappe interattive dell’Istat disponibili qui.

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