L’indagine del ministero dell’economia e delle finanze sui mutui contratti dagli enti territoriali per il finanziamento degli investimenti, evidenzia che l’esposizione debitoria della Regione Liguria al primo gennaio 2018 era una delle più basse in Italia: 16,2 euro pro-capite, lo 0,2% italiano, per un totale di 25 milioni. Facevano meglio la Valle d’Aosta con 4,4 euro, l’Emilia Romagna con 7,5 e l’Abruzzo con 8 euro.

Per fare qualche paragone, il Piemonte aveva un debito pro-capite di 586 euro, il Lazio 848, la Sicilia 561, la Lombardia 153 euro.

Nel 2018 non sono stati concessi mutui alla Liguria.

Al primo gennaio 2019 il valore del debito residuo pro-capite è sceso a 8,5 euro: 13 i milioni di debito residuo, lo 0,1% italiano.

Le rate di ammortamento dovute dalle Regioni nel 2018 ammontano a 7,6 euro pro-capite: 12 milioni, l’1% nazionale.

Le informazioni sono state acquisite da un campione di istituti finanziatori residenti in Italia, costituito da 40 istituti di credito e dalla Cassa Depositi e Prestiti. La diminuzione della numerosità del campione rispetto alle precedenti edizioni è attribuibile
all’incorporazione di alcuni istituti di credito in altri gruppi bancari.

Diversa la situazione degli enti locali

Per quanto riguarda i mutui concessi agli enti locali nel 2018, la Liguria ha il valore pro-capite più alto d’Italia: 56,7 euro pro-capite (88 milioni totali), l’11,2% nazionale. La Lombardia ha il valore percentuale più alto: 29,3%. A livello pro-capite la Liguria era prima anche nel 2017 e nel 2016.

Andando a vedere la distribuzione regionale del debito residuo al primo gennaio 2019, gli enti locali della Liguria hanno un debito residuo di 1.243 milioni, il 3,7% italiano, pari a 798,4 euro pro-capite (la media italiana è 561), il 3,7% italiano.

La distribuzione regionale delle rate di ammortamento nel 2018 per gli enti locali ammonta a 81,9 euro pro-capite, il 3,5% italiano, pari a 127 milioni.

Andando a guardare il debito residuo al primo gennaio 2019 per oggetto, nella Regione Liguria 8.856.000 sono dedicati all’esecuzione delle opere pubbliche, 4.434.000 per altri scopi.

Per quanto riguarda gli enti locali, i mutui concessi a quelli liguri nel 2018 ai Comuni capoluogo, ammontano a 80,3 milioni per opere pubbliche e 696 mila per altri scopi. Questa cifra è divisa tra edilizia pubblica di interesse locale (17,3 milioni), edilizia sociale (4,8 milioni), impianti e attrezzature ricreative (2,2 milioni), opere idriche (5,3 milioni), 300 mila euro per opere marittime/fluviali, viabilità e trasporti (17,8 milioni), energia (1,3 milioni), opere varie (30,9 milioni).

I mutui per Comuni maggiori di 20 mila abitanti ammontano a 201 mila euro, tutti per opere pubbliche (49 mila per viabilità e trasporti, 152 per opere varie).

Più consistente la cifra di mutui concessi ai Comuni inferiori a 20 mila abitanti, sempre nel 2018: poco più di 6,6 milioni di euro, tutti per opere pubbliche. 448 mila per edilizia pubblica di interesse locale, 635 mila per edilizia sociale, 2 milioni per impianti e attrezzature ricreative, 164 mila per opere igienico sanitarie, oltre 1 milione per viabilità e trasporti, 110 mila euro per energia e 2,2 milioni per opere varie.

Nelle tabelle sottostanti il riassunto anche della dinamica negli ultimi anni.

Qui sotto le tabelle con il debito residuo e le rate di ammortamento per gli enti locali

Per approfondimenti e confronti con le altre regioni mettiamo a disposizione il testo integrale: IMCEL-2018

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