«Abbiamo già programmato di costruire a Genova navi di grande tonnellaggio dal 2024-2025, ma abbiamo bisogno degli spazi».

Alberto Maestrini, direttore generale di Fincantieri e presidente di PerGenova, annuncia le nuove commesse durante la tavola rotonda del simposio organizzato da Fondazione Sorella Natura su “Sviluppo sostenibile, economia circolare, infrastrutture, tutela del territorio”.

Fondamentale quindi la realizzazione del cosiddetto ribaltamento a mare, per il quale potrebbero essere utilizzati proprio i detriti del ponte Morandi, nel caso si avesse il via libera dal punto di vista ambientale.

Per discrezione commerciale non vengono svelati i committenti. Di sicuro c’è che oggi il cantiere di Genova Sestri può costruire navi con un tonnellaggio che non superi le 110 mila, mentre l’azienda vorrebbe arrivare almeno a 140-150 mila. Il mercato del resto sta andando molto bene e, nel caso a Genova non si realizzasse l’ingrandimento necessario del cantiere, l’azienda sposterà la costruzione altrove.

Maestrini ha confermato l’intenzione di partire coi lavori per il ribaltamento entro l’anno.

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