Le principali Borse europee chiudono la seduta odierna fiaccate dalle previsioni della Bce, che teme tempi grigi per l’economia dell’eurozona: Londra guadagna lo 0,55%, a Parigi il Cac 40 cede lo 0,26%, Francoforte perde lo 0,23%.

I segnali arrivati dal governatore Draghi si traducono in tassi invariati almeno fino a metà 2020 (sei mesi in più rispetto al previsto) ma con le future aste Tltro previste a condizioni leggermente meno appetibili rispetto al passato.

Situazione che si ripercuote principalmente sui titoli bancari di tutto il continente, Italia compresa, dove risale leggermente anche lo spread, in area 272, in lieve aumento rispetto ai 271 punti di ieri. Poco mosso il rendimento del Btp decennale benchmark, che ha terminato la seduta a 2,49%.

A Milano il Ftse Mib chiude a +0,11% a 20.177,81 punti, dopo una seduta in altalena. Stessa chiusura per l’All Share a quota 22.100,07 punti. Le banche, dopo una fiammata iniziale post-Bce, hanno invertito la rotta e ceduto terreno: Banca Generali -2,14%, Banco Bpm (-1,9%), UniCredit (-1,1%) le peggiori. Limita i danni il titolo Fca (+0,1%) dopo il fallito tentativo di matrimonio con i cugini francesi della Renault (che invece a Parigi sprofonda del 7%). Giù Azimut (-3,1%) che per Ubs è da vendere dopo il rally +60% da inizio anno. Male anche Juventus (-2,27%). Tra i principali titoli in rialzo Ferrari (+1,86%) e Terna (+1,58%).

I cambi: dopo un balzo dell’euro salito fino a 1,13091 sul dollaro, ora la moneta unica scambia a 1,1294. L’euro vale anche 122,173 yen, mentre il rapporto dollaro/yen è a 108,189. In flessione il petrolio: il Brent con contratto di consegna ad agosto vale 60,5 dollari (-0,18%) e il Wti su luglio 51,5 dollari (-0,3%).

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