Proseguono i convegni di Port&ShippingTech, il forum internazionale sull’innovazione e la cooperazione per lo sviluppo del cluster marittimo del Mediterraneo, organizzato nell’ambito della Genoa Shipping Week.

All’Acquario, per Smart Ports and Logistics, si è parlato del rilancio dei corridoi TEN-T europei. Prima di tutto, ha sottolineato Silvia Moretto, presidente Fedespedi, «le nuove infrastrutture vanno abbinate alla logistica, non bastano le nuove realizzazioni ma servono i collegamenti». Il 70% degli scambi commerciali dell’Italia è con l’Europa, il Paese deve essere il conjection point, serve investire sui collegamenti al di fuori dei porti. Dello stesso avviso, Paolo Guglielminetti, di PWC: «I porti situati lungo il corridoio MED stanno crescendo molto ma la linea ferroviaria è sottoutilizzata, solo il 23% delle linee consentono il transito di treni da 740 m. Sul corridoio Reno-Alpi sono collocati 8 porti strategici, ben l’87% delle linee ferroviarie consentono i treni da 740 m. La Connectivity agenda della Ue prevede anche l’estensione dei corridoi TEN-T ai Balcani occidentali, ma la rete TEN-T dovrà poi collegarsi anche con la Via della Seta, sia a livello marittimo che terrestre. La Via della Seta secondo uno studio potrà garantire un traffico da 40 mln di Teu nel 2040».

L’integrazione porto/inland è la chiave per la crescita anche per Alberto Pozzobon, responsabile progetto Vamp up dell’Adsp del Mar Ligure Occidentale. «Il porto di Genova Pra’ è il primo gateway italiano. In una giornata media nel porto di Genova si muovono in media 4.500 mezzi pesanti e 12 mila auto, solo l’11% della merce si muove via ferrovia. Tra i provvedimenti speciali presi per la città di Genova ci sono anche gli shuttle fra il porto e le destinazioni del retroporto. Il progetto Vamp up è incentrato sul nodo di Vado Ligure con una parte importante di gate automation e si coordina con quello E-bridge».

Roberto Pane, chief financial officer del Gruppo Spinelli, ha sottolineato che sono già state identificate tre possibili soluzioni per retroporto: fra le prime ci sono quelle adiacenti all’ex Ilva o aree di Prà da bonificare, fra le aree di conversione ce ne sono in Valpolcevera, oggi inutilizzate, per la realizzazione di un retroporto vicino a Milano oggi non ci sono infrastrutture. «Non siamo favorevoli ad aree retroportuali nel Basso Piemonte, economicamente non sostenibile. Sul fronte della digitalizzazione attiveremo il gate automatizzato al terminal nel prossimo settembre, lavoriamo su intelligenza artificiale, block chain, data analytics».

A Palazzo San Giorgio, protagonisti di Green Shipping Summit, il GNL e l’imminente introduzione del nuovo sulphur cap globale. Tutti concordi che il gas naturale liquefatto sia una scelta sostenibile anche economicamente oltre che dal punto di vista ambientale e l’Italia potrebbe diventare un hub di GNL nel Mediterraneo. Dal punto di vista delle associazioni, Assogasliquidi ha sottolineato che il GNL è una fonte ecologica dalle grandi potenzialità ma per sfruttarle appieno è necessario avere infrastrutture adeguate e norme che incoraggino le imprese a investire. Per questo l’associazione anche attraverso l’apposita consultazione svolta dal Parlamento sul recente Piano nazionale energia e clima per il 2030, ha presentato le sue proposte volte a favorire la diffusione e l’utilizzo del GNL e sta collaborando con le istituzioni competenti per realizzare quanto necessario, dal punto di vista tecnico e normativo, per avere uno sviluppo pieno delle infrastrutture di approvvigionamento e distribuzione.

Lo sviluppo delle infrastrutture nel nostro paese oramai è una priorità, ha aggiunto Dario Soria, direttore generale di Assocostieri: «Siamo partiti in ritardo ma possiamo guadagnare questo gap di competitività. I primi depositi che potranno fornire il GNL in forma liquida per l’autotrazione e per l’uso navale saranno pronti per il 2020: uno a Oristano, uno a Ravenna e un terzo in Sardegna. Un quarto di fronte a Livorno sta per ricevere l’autorizzazione. Mancano ancora le bettoline per il rifornimento delle grandi navi da crociera ma l’anno prossimo dovremmo avere anche le prime e completare la filiera italiana».

Nel pomeriggio, sta proseguendo con il terzo appuntamento di Green Shipping Summit e, in parallelo, con Shipping & Finance, la nuova sessione che offre una panoramica sulle tendenze nel settore, aperta da Edoardo Rixi, responsabile logistica Lega. «Se il governo come crediamo andrà avanti ci sarà una risistemazione degli assetti del ministero delle Infrastrutture, non si può non tenere conto dell’economia del mare. La demolizione del ponte Morandi avvenuta oggi è un messaggio fortissimo delle capacità di questo paese di operare in tempi brevi quando vuole. Non si può bloccare la portualità italiana perché non si fanno nuove dighe o dragaggi nei porti. Le regole vanno scritte insieme fra pubblico e privato, senza tuttavia favorire nessuno. Il completamento dei corridoi europei è fondamentale. Bisogna poi ricucire fra tutto il settore marittimo, in l’Italia l’economia del mare deve trovare una vocazione unitaria».

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