Si attende per oggi con il voto della Camera il via libera definitivo del Parlamento al Dl Sblocca cantieri, più volte oggetto di scontro all’interno della maggioranza di Governo. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio non ha stabilito gli orari delle procedure che portano al voto finale ma ha fissato per le 9,30 di giovedì mattina la ripresa dei lavori d’aula.

Il provvedimento stabilisce tra l’altro la trasformazione del Terzo Valico e del Nodo di Genova in un Progetto Unico con limite di spesa ridotto da 6,9 a 6,8 miliardi e con l’ avvio del sesto lotto costruttivo da 833 milioni.

Viene alzata la soglia per i subappalti, blocca per due anni alcuni passaggi del Codice, sono ricaricati fondi dedicati alle zone terremotate e introdotte agevolazioni per  la revoca delle concessioni autostradali.

Il subappalto non potrà superare il 40% dell’importo complessivo del contratto di lavori. Viene sospeso fino al 20 dicembre 2020 l’obbligo per i Comuni non capoluogo di fare gare attraverso le stazioni appaltanti, mentre è congelato per due anni il divieto del ricorso all’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione dei lavori.

Salta, per un biennio, l’obbligo di scegliere i commissari tra gli esperti iscritti all’Albo istituito presso l’Autorità anticorruzione. Si ritorna inoltre al regolamento attuativo in luogo delle linee guida dell’Autorità. Cambiano gli importi per l’affidamento dei lavori: tra i 40 e i 150mila euro è previsto un affidamento diretto previa consultazione di tre operatori; tra i 150 e i 350mila si prevede una procedura negoziata con la consultazione di almeno 10 operatori, che diventano 15 fino a un milione. Previsto uno “scudo” per la revoca delle concessioni. La firma dei funzionari pubblici all’eventuale cessazione anticipata di una concessione autostradale passerà attraverso il vaglio della Corte dei Conti, in modo da escludere la colpa grave del dirigente. Per gli interventi infrastrutturali ritenuti prioritari il governo può nominare uno o più commissari straordinari che potranno agire in deroga alle legge in materia di contratti pubblici. Viene istituito un fondo di 160 milioni per finanziare l’installazione di telecamere nelle scuole dell’infanzia statali e paritarie e nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali.

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