Lo stop di BlackRock sul dossier Carige è stato causato anche dalle elevate e continue richieste della Vigilanza della Bce sui requisiti patrimoniali, con un’asticella ultima di ratio patrimoniale Cet1 fissata sopra il 15%. È quanto si legge in un articolo di Radiocor.

Secondo quanto ricostruito da Radiocor «Nelle settimane di trattative sulla proposta preliminare presentata da BlackRock, che avrebbe dovuto diventare vincolante entro il 17 maggio scorso, la Vigilanza bancaria europea avrebbe più volte rivisto le soglie dei coefficienti patrimoniali da raggiungere attraverso il piano di rafforzamento alzandole in un primo momento al 13,75% e da ultimo, a fine aprile, al 15,3% in termini di soglia raccomandata, ‘pillar 2 guidance’.

Una richiesta che, secondo il piano in discussione, avrebbe portato alla necessità di intervenire non solo con un aumento di capitale da 720 milioni di euro, ma anche con una emissione obbligazionaria Tier2 e con altre misure in grado di fornire un contributo positivo al Cet1. Questo impegno, riferiscono le fonti, avrebbe aumentato i rischi di esecuzione del piano BlackRock a cui si sono unite le considerazioni fatte dai fondi di investimento sul rischio Paese e, nell’ultima fase, anche le tensioni con le forze sindacali. Non è escluso – conclude l’agenzia – che questi coefficienti patrimoniali vengano richiesti da Bce anche agli altri eventuali soggetti privati che potrebbero strutturare un intervento in Carige».

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