Matthieu Jehl

«Non possiamo essere ritenuti potenzialmente responsabili per problemi che non abbiamo causato. Si tratta delle tutele legali necessarie a permetterci a realizzare il piano ambientale. Ci servono certezze e lo sforzo di tutti». Così l’ad di ArcelorMittal Italia, Matthieu Jehl, all’assemblea generale di Federmeccanica in corso nello stabilimento siderurgico di Taranto, ha commentato la norma del Dl Crescita che rivede l’immunità penale per i gestori del sito di Taranto, cancellando  le tutele legali esistenti quando ArcelorMittal aveva accettato di investire nello stabilimento.

Anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, presente all’assemblea di Federmeccanica, ha commentato la revisione dello scudo penale per ArcelorMittal decisa dal governo. «Abbiamo la fortuna di avere un investitore in un’ area del paese che è importante, nel Mezzogiorno, a Taranto – ha detto Boccia prima dell’inizio dei lavori – un investitore che si impegna a mettere a posto in chiave ambientale e in chiave economica l’ industria, lo stabilimento siderurgico di Taranto. Negli altri Paesi quando arriva un investitore si mettono i tappeti rossi, qui invece si creano incertezze. Noi un investitore lo spaventiamo e se mai lo arrestiamo pure. Mi sembra un capolavoro che solo in un Paese come questo può essere oggetto di dibattito».

Vincenzo Boccia

In assemblea il presidente di Confindustria ha dichiarato: «Questo governo deve chiarire se vuole portarci alla paralisi dell’ industria italiana, se questo è nei suoi fini o se pensa che la questione industriale sia un elemento centrale per questo Paese».

Sulla vicenda oggi è intervenuto anche Matteo Salvini. Intervistato al Festival del Lavoro 2019, il vicepresidente del consiglio ha detto: «Se c’è un imprenditore che mette sul piatto centinaia di milioni di euro per riportare a norma uno stabilimento non puoi complicargli la vita, dovresti agevolarlo. Allo stesso tempo la tutela dell’ambiente è fondamentale, se penso all’Ilva è decisivo tutelare la salute di bimbi, mamme e lavoratori».

 

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