Dopo un anno di chiusura, legata anche a problemi con la società che l’aveva presa in gestione, ha riaperto oggi al pubblico il museo di arte contemporanea Villa Croce, a Genova.

La novità principale è l’esposizione della collezione permanente, patrimonio di oltre 4000 opere di artisti tra cui anche Lucio Fontana, Osvaldo Licini e Alberto Magnelli.

Insieme alla riapertura si è svolta l’inaugurazione dell’evento espositivo “Art Spaces”, curato da Sandro Parmiggiani e che vede 52 artisti italiani e stranieri misurarsi sul tema della denuclearizzazione riutilizzando alcuni bidoni per il trasporto di scorie.

A Villa Croce riapre anche la biblioteca, che potrà essere utilizzata da studenti e non solo, nasce un laboratorio dedicato ai bambini, mentre l’Accademia ligustica di belle arti gestirà una project room per le creazioni dei giovani artisti. Sul futuro del museo, che sarà aperto dal venerdì alla domenica, gratuitamente (la biblioteca aprirà dal lunedì al venerdì) restano alcune incognite. Ancora non esiste una programmazione e non ci sono tempi certi per il ritorno di un curatore.

L’assessore alla Cultura del Comune di Genova Barbara Grosso rassicura: «Esiste un progetto a lungo termine per Villa Croce, al quale stiamo lavorando, naturalmente ci sarà la necessità di nominare un curatore che dovrà pensare come riempire questi spazi di eventi e opere, ma stiamo ancora ragionando su come dovrà essere scelto».

Nei giorni scorsi, l’ex assessore Elisa Serafini, aveva scritto un lungo post per difendere il percorso che ha portato a questa riapertura, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, parlando di un museo “per anni ostaggio dei collezionisti operatori dell’arte che hanno indirizzato l’istituzione verso un uso più privato che pubblico”. Serafini si era detta sempre dispiaciuta che sia stato scelto di esonerare la startup che aveva vinto il bando di gestione dell’ente, co-finanziato dalla Fondazione Garrone, e che “in questi tre anni ha lavorato proprio perché venisse ripristinata la collezione permanente nel Museo, e venisse ristabilita una nuova governance”.

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