Si inasprisce il confronto sui dazi tra Usa e Cina e le borse europee chiudono in netta flessione, penalizzate anche dall’esempio di Wall Street, dove il Dow Jones è arrivato a 2,3%. L’Eurostoxx segna -1,38%, Eurostoxx 50 -1,20%, il Cac 40 di Parigi -1,22%, il Dax 30 di Francoforte -1,52%, l’Ibex 35 di Madrid -0,78%, il Ftse 100 di Londra -0,55%.

Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 22.511,79 punti (-1,45%) e Ftse Mib a 20.593,72 punti (-1,35%). Ancora in espansione lo spread Btp Italia/Bund a dieci anni, attestato sui 276 punti base (con il rendimento del Btp pari al 2,69%) dai 272 pb di venerdì sera.

A Piazza Affari la guerra commerciale ha frenato i tecnologici e gli industriali, con Stm – 5,1% e Leonardo -4,68%, e il lusso (Moncler -4,47%) mentre lo spread, come in genere accade, ha colpito i bancari (Banco Bpm -3,71). Positivi gli energetici, spinti dal rialzo del petrolio (Saipem +1,45%, Eni +1,09%) e le utilities, considerate beni rifugio (A2a+1,28%, Italgas +1,05%, Iren +1,06%)

Sul mercato dei cambi, poco mosso l’euro/dollaro a 1,1234 (1,1233 venerdì in chiusura). Si rafforza lo yen: un euro vale 122,68 yen (123,52), mentre il rapporto dollaro/yen è a 109,22 (109,92).

In rialzo il prezzo del petrolio: il future giugno sul Wti sale dello 0,44% a 61,93 dollari al barile, mentre la consegna luglio sul Brent guadagna lo 0,69% a 71,11 dollari.

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