I mercati azionari hanno registrato delle performance a doppia cifra nei primi quattro mesi dell’anno e Wall Street ha toccato lunedì nuovi livelli record, superando i massimi di settembre.

Ancora una volta le politiche delle banche centrali accomodanti e le poche prospettive offerte dal comparto obbligazionario hanno avuto la meglio sulle preoccupazioni per una crescita economica globale debole e per le ricadute delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Può questo rally continuare? Se da una parte rimangono ancora punti di debolezza, come i deludenti segnali macro che arrivano dall’Eurozona, o elementi di incertezza, come per esempio lo sono i vaghi termini dell’accordo commerciale Usa-Cina, dall’altra stanno arrivando buone notizie dal fronte societario. Negli Stati Uniti due terzi delle società americane che hanno già riportato i risultati del primo trimestre del 2019 stanno superando le aspettative degli analisti. Un consuntivo per ora incoraggiante che vede ancora una volta protagonista la crescita degli utili. Tuttavia il freno all’ottimismo viene tirato dalle stesse aziende quando sono chiamate a sbilanciarsi sulle prospettive future, dove tornano a prevalere i toni prudenti.

Il quadro generale rimane quindi complessivamente bilanciato e così anche il nostro approccio nel ripartire gli investimenti tra i comparti azionari e obbligazionari. Pensiamo infatti che il mercato azionario possa sviluppare nei prossimi mesi una lateralità, con la possibilità di qualche fase correttiva di carattere tecnico dove potrà prevalere la rotazione settoriale . Ma il rally potrebbe poi continuare sulla scorta di buone notizie, come potrebbero essere quelle di un accordo commerciale o di dati macroeconomici in miglioramento sul fronte cinese ed europeo. Crescita moderata e contenuti livelli di inflazione potrebbero rimanere la ricetta vincente anche perché molti grandi investitori sono rimasti alla finestra negli ultimi mesi.

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