Un progetto per ridurre la plastica monouso all’interno del Porto Antico. A partire dal 24 maggio, in occasione della Festa dello Sport, sarà possibile ricaricare le proprie borracce o bottigliette già usate negli esercizi commerciali dell’area.

Tutto ciò è reso possibile dalla collaborazione tra Porto Antico, esercenti (tra commercianti e ristoratori), il gruppo Iren, che garantisce la qualità dell’acqua con i controlli quotidiani sugli impianti genovesi e il suo partner in questa avventura: l’azienda Culligan, che fornisce gli erogatori.

A fare da apripista Eataly e l’Acquario di Genova. Negli esercizi della zona saranno in vendita delle borracce “griffate” Porto Antico e Iren, ma ognuno può portarsi la propria o riutilizzare la bottiglietta di cui si è già in possesso.

«Il nostro obiettivo – spiega Alberto Cappato, direttore della Porto Antico spa – è sensibilizzare i nostri utenti a un utilizzo consapevole delle risorse. Arrivare a essere pronti culturalmente a usare borracce da ricaricare negli esercizi commerciali dell’area, sperando che questo esempio si allarghi a tutta la città».

Porta Siberia e il suo futuro

L’iniziativa è stata presentata durante l’inaugurazione della mostra “Planet vs Plastic” del fotografo Randy Olson, visitabile sino al 30 giugno negli spazi di Porta Siberia (apertura tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30, sabato e domenica fino alle 20, biglietto 5 euro).

Porta Siberia, dopo l’addio del Museo Luzzati, è un’area che attende un riutilizzo. Cappato spera in un museo sulla storia della città proprio collegato al passato di Porta Siberia: «Un’area straordinaria che merita iniziative di livello. Qui entravano le derrate alimentari per la città, il piazzale mandraccio ospitava le mandrie che dovevano stare in quarantena. Sarebbe bello organizzare qualcosa che racconti questo passato».

Oggi al Porto Antico si vendono circa 2 milioni di bottigliette di plastica all’anno, un’enormità. La società si è comunque già attivata in tema ambientale, utilizzando un impianto fotovoltaico che ha prodotto oltre 800 mila Kwh dal 2006 e che copre per ora solo il 10% del fabbisogno energetico dell’area, ma anche attivando un parcheggio dedicato alla ricarica dei mezzi elettrici e utilizzando applicazioni di internet of things per monitorare in tempo reale il consumo energetico.

La plastica in surplus, anche alla luce del fatto che ormai la Cina non la compra più, spesso ha un destino segnato: «Finisce bruciata nei termovalorizzatori», spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Genova Matteo Campora. L’obiettivo è la riduzione della produzione di rifiuti e proprio l’assessore anticipa un progetto europeo che coinvolgerà Amiu, chiamato “stadi sostenibili”.

«Abbiamo accolto fin da subito con grande entusiasmo – afferma Gianluca Bufo, a.d. di Iren Mercato – il progetto di Porto Antico spa, proponendo l’ottima acqua dei nostri acquedotti come alternativa sostenibile di consumo rispetto alle acque in commercio. Grazie alle soluzioni tecnologiche messe a disposizione dal nostro partner Culligan, gli esercizi commerciali dell’area potranno offrire ai propri clienti tutte le alternative di consumo: acqua liscia e gassata, refrigerata o a temperatura ambiente».

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