Lavori nuovamente bloccati sul nodo ferroviario di Genova dopo che l’azienda Astaldi è finita in concordato e l’offerta di Salini Impregilo per il salvataggio è in ritardo (il progetto avrebbe dovuto essere presentato oggi, ma secondo fonti finanziarie citate anche dal Sole 24Ore, Salini Impregilo e Cassa Depositi e Prestiti si stanno confrontando in modo acceso sul tema della governance, quindi potrebbe essere rinviato al 19 giugno).

«A vent’anni dalla firma del protocollo d’intesa, il ministro dei trasporti Toninelli non ha ancora indicato e ufficializzato una strada precisa per evitare un nuovo bando di gara che provocherebbe altri due anni di ritardo», dice Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria.

In ballo, ricorda il segretario della Cisl Liguria, c’è il futuro di 450 lavoratori, tra diretti e dell’indotto, oltre allo stesso destino della Liguria.

«Senza quest’opera, il Terzo Valico resterebbe soltanto un progetto sulla carta. Il ministero delle Infrastrutture raduni intorno a un tavolo i soggetti interessati, e si trovi una soluzione. Subito. Non si possono dimenticare i benefici che porterà il Nodo all’Italia e alla Liguria».

Secondo una stima di Uniontrasporti le ricadute sull’economia grazie alla realizzazione dell’opera sarebbero enormi: 2.250 milioni di euro a livello nazionale di cui circa 1.350 sul territorio ligure.

«Sosteniamo la linea del vice ministro Edoardo Rixi che ha parlato di una modifica progettuale da portare al Cipe e che consentirà di unificare la realizzazione del nodo ferroviario di Genova con quella del Terzo Valico in modo da procedere per via straordinaria e recuperare il tempo perso – sostiene Maestripieri – bisogna farlo e farlo subito».

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