La prima metà del mese di maggio è stata caratterizzata dalla volatilità dei listini azionari. Il ritorno delle tensioni tra Stati Uniti e Cina in tema di commercio internazionale e l’improvvisa e brusca battuta d’arresto delle negoziazioni hanno portato a una recrudescenza della guerra dei dazi. Dopo i tweet di Donald Trump, lo scorso venerdì gli Stati Uniti hanno alzato i dazi alle importazioni su 200 miliardi di merci cinesi, dal 10% al 25%. La Cina, di rimando, non si è fatta attendere e lunedì ha annunciato le sue contromisure, che comportano l’aumento a loro volta delle tasse sulle importazioni su 60 miliardi di beni americani a partire dal mese di giugno.

I timori di una escalation delle ritorsioni ha preoccupato gli operatori che temono soprattutto un rallentamento della già debole crescita globale, e che, allo stesso tempo, stavano già dando per scontata una composizione della trattativa. In ogni caso si deve prendere atto che le rinnovate tensioni hanno anche fornito un’occasione per prendere profitto sul comparto azionario dopo il rally con performance a doppia cifra degli ultimi quattro mesi.

Una fase più lenta di colloqui con la Cina e la richiesta di Washington di inserire nell’accordo clausole di enforcement molto dure in tema di proprietà intellettuale rischiano di alimentare un clima di incertezza nelle prossime settimane o nei prossimi mesi. Ci continua comunque a confortare l’atteggiamento a sostegno della crescita da parte delle principali banche centrali e in particolare quello della Fed e della PBoC. Siamo anche convinti che non ci sia convenienza delle parti a interrompere definitivamente il processo negoziale. Per le prossime sedute rimaniamo quindi alla finestra, in attesa sia delle evoluzioni che coinvolgono i due principali motori dell’economia mondiale, sia delle prossime elezioni per il Parlamento europeo. Rimaniamo persuasi che la mancanza di alternative in tema di investimenti sul comparto obbligazionario possa fornire a medio termine ancora un supporto agli investimenti azionari, dove suggeriamo un approccio un po’ più prudente in questa fase, ma senza dimenticarsi di accumulare con gradualità e costanza in un orizzonte temporale di lungo termine.

 

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