«Siamo l’Università del Mare e puntiamo a diventare il numero uno in questo campo». Enrico Giunchiglia, prorettore vicario dell‘Università di Genova, intervenuto oggi nel convegno di apertura del Blue Economy Summit, in corso al Palazzo Tursi a Genova, snocciola tutti i “primati” dell’Ateneo genovese in ambito marittimo: «Siamo la decima università al mondo sul tema del mare. Abbiamo l’unico corso di Laurea in Italia legato all’economia marittima. L’unica sede con un corso dedicato al Design Navale e Nautico. Abbiamo corsi di Laurea in Biologia marina e protezione delle coste. Parlando dei nostri dottorati, quello in Scienze e tecnologie del mare quest’anna avrà più di venti borse. Gli altri dottorati italiani ne assegnano in media cinque».

Numeri che fanno capire quanto l’Università di Genova, seconda in Italia come produzione di spin off, ben oltre la media nazionale per quella di brevetti (14 contro 6), circa 300esima nel ranking mondiale, sia effettivamente un’eccellenza per chi vuole studiare il mare, in tutte le sue sfaccettature.

«Facciamo tante attività, ma spesso non siamo capaci di metterle a sistema e di comunicarle», ammette Giunchiglia. Proprio per questo, l’Ateneo si promuove in Italia e in giro per il mondo sull’onda di uno slogan che rilancia la Liguria come meta perfetta per vivere il mare e «l’Università di Genova come polo ideale per studiarlo e sperimentarlo».

Un percorso che sta già dando i suoi frutti: «Grazie a comunicazione un po’ più aggressiva, i numeri sono aumentati − spiega Giunchiglia − alcuni corsi sono passati da 300 a 500 iscrizioni».

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