Prevedere quali saranno le esigenze delle imprese tra 5 anni, per organizzare di conseguenza anche l’alta formazione universitaria, focalizzando l’attenzione su blue economy, impresa 4.0 e finanza, ma anche sul “saper fare”, cioè quei lavori che richiedono manualità, ma anche aggiornare le richieste ogni anno, per eventuali interventi “a spot”.
Questo è l’obiettivo del progetto “Dopodomani” promosso da tre assessorati regionali (Sviluppo economico, Lavoro, Formazione), in collaborazione con Unioncamere Liguria e Università di Genova. Un upgrade delle interviste a 1200 aziende liguri già effettuate nell’ambito della rilevazione Excelsior di Unioncamere, che Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Commercio di Genova, definisce «la più importante banca dati sulle esigenze lavorative delle imprese». Questa evoluzione focalizzata sulla Liguria consentirà di verificare su cosa pensano le imprese sui tre argomenti già citati (per finanza si intende figure professionali che sappiano compilare i bilanci per rendere bancabili e finanziabili le loro aziende). «Oggi – spiega Caviglia – il 65% dei ragazzi farà un lavoro che non esiste ancora». Su cosa vale la pena scommettere? Per Caviglia è la cyber security (a Genova è stato fondato il centro di competenza nazionale del Cnr), ma anche mansioni in cui l’alta formazione universitaria non è necessaria: elettricisti, falegnami, idraulici.

«In Liguria è spesso difficile far incontrare l’offerta con la domanda – ammette Gianni Berrino, assessore regionale al Lavoro – questo approfondimento non crea direttamente posti di lavoro, ma indirizza meglio la formazione».

«I primi risultati li discuteremo in un tavolo in estate per capire quali siano le discrepanze tra le richieste e l’offerta universitaria. Nel caso cercheremo di allineare», dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti. Il tavolo sarà convocato annualmente. Secondo Benveduti tra le figure più richieste ci saranno gli ingegneri meccanici e chi si occupa di risk management a livello finanziario.

«A livello di formazione professionale stiamo già facendo corsi che abbiano l’assunzione assicurata – specifica l’assessore regionale alla Formazione Ilaria Cavo – ma è importante la programmazione a vari livelli. Farlo in “squadra” è un punto di partenza ottimo».

L’Università di Genova è coinvolta perché ha stesso obiettivo: «Orientare i giovani e acquisire dati sulle richieste delle imprese – dice il rettore Paolo Comanducci – non vanno sottovalutati settori rilevanti, ma meno attraenti perché percepiti come meno innovativi, penso alle facoltà umanistiche. Di grande successo è laurea magistrale in digital humanities, dedicato a comunicazione e nuovi media».

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