«Avevamo chiesto una convocazione rapida di un tavolo interministeriale con il presidente del consiglio, l’unico risultato, a distanza di 15 giorni dall’ultimo incontro, è stato l’avvio della procedura di cassa integrazione guadagni da parte del commissario», Antonio Apa, segretario generale della Uilm Liguria, riassume le motivazioni del presidio dei lavoratori di Piaggio Aerospace che dalle 10 di questa mattina si è tenuto sotto la prefettura di Genova. Quattro mesi di chiacchiere secondo Apa, secondo cui i dissidi interni al governo (prima tra Lega e Movimento 5 Stelle, ora all’interno di due diverse correnti dei pentastellati), stanno facendo ritardare le decisioni che potrebbero dare ossigeno all’azienda. «C’è chi sostiene che bisogna coprire i 250 milioni per il drone P1HH, mentre il ministro Trenta sembra andare dietro ai militari, visto che il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica è andato alla Camera sostenendo che sia inutile».

Chiede chiarezza anche Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria: «Su Piaggio Aerospace qualcuno non dice il vero oppure non ci racconta che cosa davvero stia accadendo». Maestripieri dice: «Il vicepresidente della commissione bilancio della Camera Giuseppe Buonpane dice che i 250 milioni promessi dal governo ci sono, mentre la senatrice Roberta Pinotti, ministro della Difesa del precedente governo, afferma che i milioni disponibili per Piaggio sono addirittura 766. E a compendio, l’attuale ministro della Difesa Elisabetta Trenta spiega che la Piaggio è un’azienda strategica per il Paese. Come
mai allora il commissario ha attivato la procedura per la cassa integrazione di oltre mille dipendenti?».

Anche Antonio Caminito della Fiom Cgil vorrebbe risposte certe: «Al governo chiediamo anzitutto chiarezza, perché a seconda di chi parla ci vengono dette cose diverse e nel frattempo arriva la cassa integrazione che potrebbe essere la fine di Piaggio Aerospace, anche perché il commissario ha sei mesi di tempo per presentare il piano industriale e ne sono già passati quattro».

La questione vera, secondo Apa, è che ci potrebbe essere la possibilità di stornare un numero di P180 alla Piaggio Aerospace: «Potrebbe essere anche vero, a suo tempo l’azienda aveva fornito nel 1994 e nel 2002 parecchi velivoli, proprio nel 1994 10 P180 permisero di portare l’impresa fuori dalla crisi». Secondo Apa i P180 garantirebbero l’avvio dell’attività produttiva, che serve anche per redigere il piano industriale (va fatto entro 270 giorni). «Se non c’è attività produttiva – aggiunge Apa – si rischia la liquidazione, invece se arrivasse il carico di lavoro, Piaggio Aerospace avrebbe circa 2 anni di commesse e, nell’ambito di esse, ci sarebbe modo di redigere il piano e poi presentare il bando con un’azienda più appetibile».

Altra questione di cui si è parlato nelle scorse settimane: la possibilità di un intervento di Leonardo. «Loro sono interessati solo alla parte velivolistica, dovrebbe essere il governo a dire al gruppo di fare un progetto industriale e rilevare la Piaggio. Così sopravviverebbe in un grande contenitore industriale. Loro hanno un contratto per la definizione del drone europeo, il progetto Male Rpas, inoltre potrebbero inserire il P180 nel loro portafoglio e venderlo nel mondo».

Nel frattempo i lavoratori hanno bloccato lungomare Canepa.

Intanto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti fa sapere di aver chiesto al governo e al presidente del consiglio Giuseppe Conte, di indicare al più presto una data.

Per il gruppo consigliare del Pd in Regione Liguria e in consiglio comunale a Genova, definiscono “vergognoso” il ritardo del governo nel fissare l’incontro: “Il governo – si legge nella nota – si desti dal torpore ed entro oggi dica quando ha intenzione di convocare lavoratori e sindacati: basta con il rimpallo di responsabilità tra Difesa e Mise. Questo silenzio è un affronto ai 1200 lavoratori di Piaggio e tutta la Liguria. Ci aspettiamo che Toti e Bucci, oltre a fare i selfie con Salvini, si facciano sentire dal governo per assicurare ai lavoratori di Piaggio il sacrosanto diritto ad avere l’incontro richiesto”.

 

 

 

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