Anche i pazienti affetti da scompenso cardiaco saranno inseriti nel programma di gestione delle patologie croniche, oltre alla conferma dei piani di assistenza individuale (Pai) per i pazienti affetti da diabete e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).

Il programma prevede un accordo con i medici di medicina generale che, per diabete e Bpco, risale al 2018 (avevano aderito in 300 per 9 mila assistiti). Aveva previsto l’interazione fra gli stessi medici, specialisti e strutture territoriali, tenendo conto delle linee guida e dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali regionali vigenti (Pdta), attraverso la condivisione tra Mmg e assistito di un Pai, gestito con piattaforma informatica dedicata.

Regione Liguria ha messo a disposizione ulteriori risorse aggiuntive (6 milioni di euro fino al 2022) per la gestione delle patologie croniche, che rappresentano il maggior carico per le risorse del Sistema sanitario in termini di assistenza, ricoveri ospedalieri e uso di farmaci, riconoscendo il Medico di famiglia quale migliore interlocutore per fiducia e rapporto diretto con il paziente.

Nel corso del 2019, data la collaborazione con i medici del territorio, giudicata proficua, Alisa fa sapere che si intende procedere alla sperimentazione di un modello di individuazione e presa in carico del paziente polipatologico, mediante un approccio che, orientato alla multi morbilità, prevede lo sviluppo di ulteriori Pdta, come ad esempio, quelli relativi alle demenze e all’insufficienza renale cronica.

L’ultimo rapporto dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni evidenzia che la prevalenza più elevata di assistiti affetti da almeno una malattia cronica, si registra in Liguria con il 45,1% della popolazione (rispetto al 39.9% della media nazionale), anche in relazione al fatto che la Liguria è la regione con il più alto indice di vecchiaia in Europa. Inoltre, la maggior parte di malati cronici è affetta da più di una patologia cronica (multimorbilità), che sempre l’Osservatorio Nazionale sulla Salute stima per la Liguria nel 24% della popolazione, condizione che rende ancora più complessa la gestione dell’assistito.

«Il potenziamento del dialogo tra Regione Liguria, Alisa e la medicina territoriale – afferma la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale – è un tassello fondamentale nell’ottica della sempre maggiore integrazione tra ospedale e territorio, secondo quanto previsto anche nel Piano socio sanitario, nella direzione di una sanità sempre più a chilometro zero, vicina ai bisogni dei cittadini. Inoltre, la presa in carico globale del paziente cronico e affetto da diverse patologie, rappresenta un fattore fondamentale per la riorganizzazione delle strutture sanitarie, finalizzata a una programmazione più efficace di tutte le prestazioni necessarie e improntata alla ricerca della massima appropriatezza nella programmazione. Da un’analisi preliminare del Progetto emerge un dato positivo, ovvero la tendenza alla riduzione degli accessi al pronto soccorso e dei ricoveri ospedalieri degli assistiti coinvolti nel progetto rispetto all’anno precedente. Visti i buoni risultati vogliamo sviluppare ulteriori Pdta per patologie croniche come la demenza e l’insufficienza renale cronica».

 

 

 

 

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