«La norma Uni 10200 non sarà di facile applicazione e rischia di portare a maggiori spese, soprattutto per la parte relativa alla rimodulazione e ripartizione delle spese fatta con la diagnosi energetica. La gestione di questa modalità richiede la presenza di un professionista e ovviamente questa circostanza farà aumentare le spese». È quanto dichiara Massimo Bargiacchi, presidente nazionale di Gesticond (Libera Associazione Nazionale Amministratori Immobiliari), a conclusione del coordinamento condominiale e tecnico di Confedilizia dedicato all’aggiornamento della norma Uni 10200.

La norma Uni 10200 è la norma tecnica decisa in sede europea che fornisce i criteri per ripartire la spesa totale di riscaldamento e acqua calda sanitaria e si applica agli edifici di tipo condominiale dotati di impianti termici centralizzati. Distingue i consumi volontari di calore delle singole unità immobiliari da tutti gli altri consumi involontari, ovvero essenzialmente le perdite della rete di distribuzione. Richiede che venga effettuata una diagnosi energetica per stabilire i millesimi di fabbisogno di ogni singola unità immobiliare oltre che la quota percentuale di consumi involontari dovuti alle perdite di sistema. Questa modalità di attribuzione dei costi rientra negli obiettivi delle direttive europee poi recepite dalle singoli paesi aventi la finalità di ridurre i consumi energetici.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.