Sale il prezzo del petrolio con le tensioni Usa-Iran e il conseguente rialzo dei titoli energetici ha sostenuto le Borse europee che hanno chiuso tutte in positivo, tranne Milano, frenata dall’effetto cedole e dall’incertezza dello scenario politico.

Eurostoxx segna +0,05%, Eurostoxx 50 + 0,13%, il Cac 40 di Parigi +0,20%, il Dax 30 di Francoforte +0,11%, il Ftse 100 di Londra +0,85%.

Piazza Affari ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 23.946,00 punti (-0,24%) e Ftse Mib a 21.896,84 punti (-0,27%). Lo scontro in atto nel Governo, con un cdm iniziato alle 18 di questa sera dall’esito incerto, ha provocato un netto ampliamento dello spread Btp Italia/Bund a dieci anni, attestato sui 264 punti base dai 256 pb di venerdì sera. In sensibile aumento il rendimento del BTp decennale benchmark che, al termine degli scambi, viene indicato al 2,68% dal 2,62% del riferimento precedente.

A Milano i tre maggiori rialzi del Mib sono di altrettanti titoli energetici: Tenaris +3,49%, Saipem + 2,91%, Eni +2,37%. La peggiore perfomance è della Juventus (+5,55%), che risente ancora dell’eliminazione in Champions League. Le vendite seguite all’incasso dei dividenti hanno colpito in particolare Fca (-4,46%). L’aumento dello spread ha frenato il comparto bancario, con Unicredit – 3,29%.

Sul fronte dei cambi, l’euro è in calo sul dollaro a 1,12, mentre passa di mano a 0,865 nei confronti della sterlina e 125,4 yen. Il dollaro si rafforza anche nei confronti della valuta inglese a 1,29.

La decisione del governo Usa di non rinnovare in maggio le esenzioni per l’import di petrolio iraniano ha provocato un rincaro del petrolio. Il Wti con contratto di consegna a giugno verso la fine delle contrattazioni viene scambiato a 66,4 dollari (+1,2%), mentre il Brent vale 74,5 dollari, al top da inizi novembre.

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