Chiusura debole per le Borse europee, tranne che per Francoforte, e decisamente negativa per Milano. In una giornata priva di stimoli rilevanti a Piazza Affari è stata decisiva l’incertezza causata dalle divisioni all’interno del Governo Conte. Eurostoxx segna -0,14%, Eurostoxx 50 -0,03%, il Cac 40 di Parigi -0,28%, il Dax 30 di Francoforte +0,63%, il Ftse 100 di Londra -0,68%. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share 23.769,78 (-0,74%) e Ftse Mib a 21.724,44 punti (-0,79%). Lo spread BtP Italia/bund a dieci anni è rimasto fermo sui 264 punti base di ieri sera, il rendimento decennale è sceso al 2,63%.

A Piazza Affari la Juventus (-5,56%) continua a risentire degli effetti dell’esclusione dalla Champions League. Brillante Stm (+5,05%) grazie alla previsione di aumento delle vendite nella seconda metà del 2019. Deboli in generale le banche, con Ubi in ribasso del 3,58%.

Sul fronte dei cambi, l’euro si è indebolito nei confronti del dollaro, calando a 1,1193 dollari (da 1,1245 di ieri). Passa inoltre di mano a 125,12 yen (125,32), mentre il dollaro-yen si attesta a 111,78.

Il petrolio perde terreno dopo l’ascesa di ieri: il wti, contratto con consegna a giugno, cede lo 0,5% e si attesta a 65,93 dollari al barile.

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