La Borsa di Milano ha concluso la seduta di oggi a +0,12%. A frenare i rialzi la debolezza dell’Eni (-1,56%), sui timori legati alla situazione in Venezuela e in Libia, e di molte utility (Terna -1,74%). L’all share ha terminato a 23.981,27 punti (+0,11%). In evidenza invece, come già stamattina, Tenaris (+3,38%) e Unicredit (+3,2%), che ieri ha annunciato che pagherà sanzioni per circa 1,3 miliardi di dollari per chiudere i contenziosi Usa sull’Iran. Nexi, che oggi ha debuttato a Piazza Affari, ha concluso molto al di sotto delle attese: -6,22%.

L’indice Zew sulla fiducia degli investitori tedeschi migliore delle attese e l’andamento positivo di Wall Street dopo una nuova tornata di conti trimestrali ha sostenuto le Borse europee. Il Dax 30 di Francoforte ha chiuso a +0,67% (12.101,32 punti), il Cac 40 di Parigi a +0,36% (5.528,67 punti), Londra e il Ftse 100 ha terminato a +0,44% (7.469,92 punti).

Sul mercato dei cambi, euro in lieve flessione a 1,1291 dollari (1,1302 ieri in chiusura) e 126,42 yen (126,58).

Poco mosso il prezzo del petrolio: il future maggio sul Wti sale dello 0,22% a 63,54 dollari al barile, mentre la consegna giugno sul Brent si attesta a 71,17 dollari (-0,01%).

Lo spread tra Btp italiano e Bund tedesco a 10 anni, ha concluso sui livelli di ieri: a 253 punti base, appena sopra il riferimento precedente (252 punti). In rialzo al 2,60%, dal 2,57% della vigilia, il rendimento del decennale benchmark italiano.

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