«Il Gruppo Bombardier ha comunicato alle segreterie territoriali Fim Fiom Uilm ed alla rsu dello stabilimento di Vado Ligure la volontà di procedere alla cessione della funzione ingegneria propedeutica alla produzione. A tal proposito verrà pertanto aperta una specifica procedura con l’obiettivo di cedere l’attività ed i lavoratori in essa occupati (circa 50) ad una azienda che fornisce servizi di ingegneria. È quanto annuncia una nota delle segreterie Fim, Fiom, Uilm Savona e della rsu Bombardier Transportation di Vado Ligure.

«Delle condizioni del passaggio dei lavoratori – si legge ancora nella nota – discuteremo nelle sedi opportune ma sin d’ora possiamo dire che giudichiamo questa notizia come molto negativa. Già da tempo avevamo detto che operazioni di cessione di parte delle attività presenti a Vado, attraversamento quello che giudichiamo essere un vero e proprio spacchettamento, avrebbero incontrato la nostra ostilità. Questa operazione infatti indebolisce ancora di più il sito togliendo un’attività ad alto valore aggiunto come ingegneria secondo una logica che il gruppo ha già sperimentato in altri stabilimenti in Europa con risultati tutt’altro che positivi».

L’azienda al momento non ha ancora emesso comunicazioni in proposito. Da ambienti industriali risulta che i lavoratori del ramo ceduto passerebbero ad altra società restando come sede nello stabilimento di Vado e lavorando sia per Bombardier sia per eventuali altri clienti.

I sindacati rilevano inoltre che «dal gruppo non è arrivata una sola notizia positiva per quanto attiene i carichi di lavoro che in tempi rapidissimi devono arrivare a Vado pena la chiusura dopo l’estate, quando terminerà la produzione delle locomotive DC3. Nessuna notizia ancora da Trenitalia riguardo i 14 treni ad alta velocità da realizzare insieme ad Hitachi, la partnership sempre con Hitachi per la produzione dei treni destinati al trasporto regionale ancora ferma alla lettera di intenti di oltre due anni fa e soprattutto nessun carico di lavoro trasferito da Bombardier verso l’Italia. Nessuna chiarezza insomma circa la domanda fondamentale: quale è la missione produttiva della fabbrica?»

«Pertanto – conclude la nota stampa – domani alle 8,30 si terrà l’assemblea dei lavoratori in sciopero al fine di decidere le azioni sindacali utili alla salvaguardia dello storico stabilimento di Vado. Sin d’ora però riteniamo indispensabile che riprenda il confronto in sede di Ministero dello Sviluppo Economico».

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