Amiu, tornano i corsi formativi sulla salute per i dipendenti

Prevenzione e consigli per l'invecchiamento attivo, visto che l'età media del personale impiegatizio è piuttosto alta

Una serie di incontri rivolti ai dipendenti di Amiu organizzati dall’azienda in ottica di prevenzione delle patologie legate all’invecchiamento. Si intitola “Active Ageing 2.0” perché riprende un’iniziativa già sperimentata in passato. Solo per il primo incontro, ospite Fabio Intelligente coordinatore del servizio di terapia antalgica per il dolore cronico all’Humanitas di Rozzano.

«Abbiamo ripreso ciò che avevamo ideato nel 2013 – racconta Bruno Moretti, direttore del personale di Amiu – di concerto con i medici competenti dell’azienda. La banale osservazione all’epoca è stata: i nostri dipendenti hanno un’età media particolarmente alta, gli effetti della riforma Fornero hanno amplificato questa caratteristica, per cui ci è sembrato utile organizzare corsi per migliorare lo stile di vita e di conseguenza anche l’attività lavorativa».

Questi corsi sono rivolti principalmente ai 250 impiegati, anche se sono in programma altri corsi legati a salute, prevenzione, postura e alimentazione. Quattro i moduli.

«Un investimento sulla salute di tutti», specifica Moretti.

Sergio Rossi, medico competente di Amiu, spiega che è stato ridotto il tempo di sorveglianza sanitaria per il personale operativo over 55, portandolo da un anno e mezzo a un anno: «Abbiamo somministrato un questionario per osservare il trend su alcuni indicatori come l’abitudine di andare dal dentista o anche informazioni sullo stile di vita o qualche dato su eventuale diabete, colesterolo eccetera – spiega – abbiamo osservato un incremento positivo sul punteggio. Segno che anche le iniziative di promozione della salute sul luogo di lavoro, hanno effetti benefici.

Per Fabio Intelligente: il nemico numero uno per un invecchiamento attivo è il dolore cronico, spesso a schiena e articolazioni: «Determina l’immobilità e sin da giovani si possono prevenire questi aspetti. Occorre ascoltare il nostro corpo, se abbiamo dubbi rivolgiamoci al medico. Oggi esistono strumenti farmacologici, riabilitativi, o in anestesia locale, che possono indurre un circolo virtuoso».

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