Chiudono in ribasso le borse europee, depresse dai dati macroeconomici negativi diffusi oggi. L’indice Pmi, che misura l’attività manifatturiera, nell’Eurozona a marzo è sceso a 44,7 punti dai 47,6 di febbraio, livello minimo da oltre sei anni e mezzo,e in particolare sono andati peggio delle attese gli indici francese e tedesco. Numeri che aumentano le preoccupazioni per il rallentamento dell’economica mondiale, al termine di una settimana in cui la Fed ha manifestato un atteggiamento prudente, cancellando i rialzi dei tassi precedentemente annunciati per il 2019.

Il Cac 40 di Parigi segna -2,02%, il Dax 30 di Francoforte -1,61%, il Ftse 100 di Londra -2,01%. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 23.098,34 punti (-1,34%) e Ftse Mib a 21.078,76 punti (-1,38%). Lo spread BtP Italia/Bund a 10 anni si allarga, attestandosi sui 247,50 punti base da 241 pb di ieri sera.

A Piazza Affari sono le banche ad avere risentito in misura maggiore del peggioramento dell’economia europea: sul listino principale Unicredit cede il -4,53%, Ubi Banca -4,48%, Banco Bpm -4,35%.

Sul Forex l’euro è sceso oltre la soglia di 1,13 dollari in scia ai dati del Pmi europeo, mentre lo yen si rafforza a 109,9 nei confronti del dollaro e 124 rispetto alla divisa europea. In rialzo la sterlina a 1,32 dollari e a 0,855 nei confronti dell’euro, dopo che Bruxelles ha posticipato la Brexit al 22 maggio

Tra le materie prime, oro a 1.312 dollari l’oncia, petrolio in ribasso con Wti e Brent rispettivamente a 58,5 e 66,5 dollari al barile seguito ai timori di rallentamento della crescita globale e quindi della domanda di energia.

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