Semplificazione burocratica, diminuzione della tassa sui rifiuti, predisposizione di pacchetti promozionali: sono alcune delle proposte che il mondo degli agriturismi liguri, per mano di Cia Liguria e Turismo Verde Liguria, sottopone alla Regione con l’obiettivo di rendere più competitivo il proprio sistema ricettivo. «Un sistema che per noi è centrale rispetto all’offerta turistica complessiva», ricorda Aldo Alberto, presidente di Cia Liguria.

L’incontro nella sala dell’Accademia ligure di Scienze e Lettere a Palazzo Ducale

L’incontro di oggi a Palazzo Ducale a Genova, a cui hanno partecipato addetti ai lavori, associazioni di categoria e l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai, è stata proprio l’occasione per provare a cambiare qualcosa nella normativa: «Quelle che presentiamo oggi – spiega Alberto – sono proposte migliorative per modificare e rendere più moderna la legge regionale». Una legge del 2007, più vecchia non solo delle limitrofe Piemonte (2015) e Toscana (modificata nel 2017), ma anche di regioni come Umbria (2015) e Marche (2011), simili per quanto riguarda le dimensioni territoriali.

Oltre a essere più datata, la legge regionale della Liguria contiene anche più “paletti” rispetto alle altre regioni. Per esempio, è previsto solo nel nostro territorio il requisito di una dimensione minima che giustifichi l’impiego di mezza Unità lavorativa uomo (Ulu) nelle zone a prevalente interesse agrituristico e di almeno una Ulu nelle restanti zone. Altra questione, quella della prevalenza dell’attività agricola, che in Liguria è necessariamente misurata in tempo lavoro (cioè giornate lavorative, che per l’attività agricola devono essere superiori a quelle dedicate all’attività agrituristica). In molte altre regioni (come Piemonte e Toscana) l’agricoltore, tramite autocertificazione, può scegliere come dimostrare il rapporto di prevalenza (potendo optare, generalmente, tra tempo lavoro e valore della produzione lorda). In molti casi, la prevalenza è presunta per le attività di ricezione e ristorazione che interessano un numero non superiore a dieci ospiti. Tradotto, significa che fino a 10 ospiti non occorre dimostrare alcuna prevalenza di attività agricola rispetto a quella agrituristica.

«Insomma, siamo schiavi della burocrazia – sottolinea Federica Croti, presidente regionale Turismo Verde Liguria – e le scartoffie portano via troppo tempo e lavoro ai campi. Per questo oggi, dopo una serie di incontri nelle varie province in cui abbiamo raccolto spunti, proposte e problematiche, chiediamo un po’ più di attenzione e valorizzazione». Tra le principali richieste, la diminuzione della tassa sui rifiuti: «Da questo punto di vista siamo equiparati agli alberghi, ma in realtà c’è anche una sentenza del Consiglio di Stato, la 1162 del 19 febbraio 2019, che stabilisce le differenze tra le due strutture. Siamo anche sottoposti a una serie di limitazioni, come il numero di giorni di apertura, il numero dei posti letto, la percentuale di produzioni alimentari proprie (il 60%). Va da sé che, in base a tutte queste variabili, i Comuni dovrebbero valutare attentamente i volumi e le quantità di rifiuti prodotti negli agriturismi, non paragonabili a quelle di un albergo».

Altro aspetto, quello della valorizzazione delle strutture agrituristiche: «Vorremmo chiedere anche dei pacchetti promozionali a noi dedicati, considerando anche il ruolo sociale che rivestiamo in termini di mantenimento e cura del territorio: ci piacerebbe che ci venisse riconosciuto di più», spiega Croti.

In Liguria si contano oltre 650 agriturismi. Nel 2017 l’Istat aveva rilevato una crescita del 4% delle strutture della nostra regione. A livello nazionale, secondo l’Osservatorio di Agriturismo.it, il 2018 è stato un anno d’oro per gli agriturismi che, sia dal punto di vista ricettivo, sia della ristorazione, hanno registrato una crescita della domanda pari al 12% rispetto all’anno precedente: «Aprire un agriturismo oggi non è facile − spiega Croti − Il primo fondamentale requisito, è quello di possedere un’azienda agricola. E poi ci si deve preparare a tanta burocrazia: un percorso lungo fatto di permessi e autorizzazioni. Ma anche di tanta soddisfazione».

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.