Un bilancio chiuso con un risultato negativo di 8,3 milioni, includendo un onere straordinario negativo legato alla cessione di 7,3 milioni, ma non incorporando la plusvalenza di 2,8 milioni relativa all’operazione di cessione dell’attività media, che verrà contabilizzata nel’esercizio 2019.

Giglio Group annuncia i risultati del 2018 e il nuovo piano industriale, tenendo conto di una significativa variazione nel perimetro di consolidamento. Il bilancio include tutte le minusvalenze correlate agli asset della cessione.

«Il 2018 è stato l’anno più sfidante di sempre della storia di Giglio Group; per questo motivo, ad inizio 2019, abbiamo deciso di dare un impulso deciso e totale al nostro core business, abbandonando definitivamente il settore media con cui siamo nati 16 anni fa –  afferma Alessandro Giglio, presidente e amministratore delegato del Gruppo – ci siamo così proiettati con convinzione e in modo univoco nel mondo del luxury e-commerce, forti dei risultati ottenuti e che hanno portato il valore del transato da 0 a 75,7 milioni in due anni, abbinato a una crescita a doppia cifra dei margini».

Il transato ossia il Gross merchandise value, è passato da 51,1 milioni fine esercizio scorso ad 75,7 milioni del 2018, con una crescita del 48%. Il piano industriale appena approvato, prevede il raddoppio del transato del 2018, per arrivare a fine 2021 a oltre 150 milioni, con un Ebitda margin atteso al 2021 al di sopra del 12% e investimenti complessivi per 5-7 milioni di euro.

I ricavi consolidati secondo il principio Ifrs 15 (principio contabile internazionale), sono pari a 39 milioni di euro, in crescita del 27% rispetto ai ricavi dell’esercizio 2017 quando ammontavano a 30,7 milioni, con una crescita dell’eCommerce B2b del 9% e del business eCommerce B2c del 13%. Il risultato netto delle continuing operations normalizzato è pari a -0,1 milioni di euro.

A fine 2018 Giglio Group ha raggiunto il numero di 70 brand rappresentati (b2b e b2c), mentre sono in corso trattative avanzate per assicurarsi altri 30 importanti brand, tra cui Max & Co, Max Mara, Pinko, iBlues, Mason’s, Bric’s, Marina Rinaldi, Colmar, Sportmax, Stefano Ricci, Liu Jo, Tosca Blu, Bomberg, Persona by Marina Rinaldi, Golden Goose, Patrizia Pepe, Aeffe, Baldinini, Bagatt, Giorgio Armani Retail, Parah, Pollini, Roberto Cavalli e molti altri. In particolare sono in fase di lancio sul mercato cinese gli online store di Trussardi, Stefano Ricci e Bric’s. In virtù del considerevole aumento dei volumi dell’area e-commerce, il Gruppo ha quindi deciso di conferire anticipatamente a Vertice 360° l’area media, a fronte di 12.500.000 di euro, per focalizzare forze, tempo e risorse solo sull’e-commerce, che ha superato la fase di breakeven ed è diventato profittevole. Il conferimento dell’area media avvenuto nel 2019 porterà come ulteriore vantaggio una riduzione più che significativa dell’incidenza degli ammortamenti, visto il basso livello di capitale investito nelle attività di e-commerce, con notevoli effetti positivi sull’Ebit

«Sotto la gestione di Giglio Group – sottolinea Alessandro Giglio – tra il 2017 e il 2018 il nostro B2C è aumentato del 78%, con un tasso di abbandono pressoché nullo. Siamo una società globale con sedi operative da New York a Shanghai. Nel 2018 gli Usa hanno performato del +55% e la Cina ha da subito registrato vendite in aumento di circa il 400%. Abbiamo gettato solide fondamenta, un concreto avviamento di competenze e un servizio unico, irripetibili dai competitor; il risultato di questo lavoro e dell’imponente sviluppo commerciale in corso, che ci vede attualmente in trattativa avanzata con ulteriori 30 brand, è espresso nel Piano 2019-2021 che, già dalla fine 2019, prevede una organizzazione snella e una focalizzazione sul controllo dei costi e sulla qualità del servizio».

Il risultato netto del periodo è negativo, per 8,3 milioni di euro, in decrescita rispetto all’esercizio 2017 (0 milioni), per gli effetti del risultato derivante dalle attività destinate alla dismissione dell’area media, negativo per 7,3 milioni di euro, incluse tutte le minusvalenze relative al conferimento, mentre esclude le plusvalenze che verranno registrate nel 2019.

La posizione finanziaria netta pari a 19,2 milioni di euro, in aumento, è legata principalmente a un maggiore capitale circolante netto e a un investimento maggiore per lo sviluppo dell’e-commerce: questo dato non incorpora quanto Giglio Group riceverà nel corso del 2019 in conseguenza dell’operazione di conferimento dell’area media.

«Le direttrici di sviluppo per i prossimi anni – annuncia Giglio – confermano l’espansione della nostra piattaforma Ibox, unica al mondo a collegare simulatamente i prodotti dei nostri brand ai 200 marketplace più importanti al mondo, da Los Angeles a Mosca agli Emirati Arabi, e della nostra penetrazione nel mercato cinese, dove prevediamo di lanciare store online di molti altri brand. In Cina possiamo contare in un canale diretto di comunicazione settimanale a oltre 100 milioni di potenziali clienti attraverso Cctv, la tv di Stato Cinese, di cui rimaniamo partner, e di oltre 180 milioni di utenti attraverso i canali digital e social di nostra proprietà nella Repubblica Popolare. Questo patrimonio di marketing potrà finalmente, con l’avvio dell’attività diretta di e-commerce in Cina, tradursi già dai prossimi mesi, in vendite di prodotti del lusso e del fashion “Made in Italy”. Peraltro, l’incidenza della Cina nel piano industriale è volutamente prudente, ma siamo consapevoli che nel 2020 il nostro modello produrrà alti volumi che saranno un ulteriore upside nei nostri numeri, precauzionalmente non contemplati dal piano industriale appena approvato».

 

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