Se negli ultimi dieci anni è letteralmente “esploso” l’esercito delle imprese tricolore che hanno alzato le loro saracinesche virtuali sul web, in Liguria il fenomeno dell’e-commerce dimostra di crescere, anche se con meno vigore rispetto alla media nazionale. Il ritratto emerge dai dati elaborati da InfoCamere e Unioncamere, sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio.

L’offerta online spazia dall’abbigliamento ai cosmetici, dall’arredamento e design agli articoli per bambini o per la pesca. Ma anche auto e moto, casalinghi, food, biciclette, parquet, prodotti farmaceutici, libri, occhiali, giocattoli fino alle “piante di acqua dolce”, ai sistemi di allarme, fino ai servizi di pompe funebri.

Alla fine di dicembre dello scorso anno, in Liguria sono 356 le imprese del commercio operanti nella vendita al dettaglio su internet, aumentate del 16% rispetto alle 219 del 2009. In Italia queste imprese hanno superato la boa delle 20 mila unità, triplicando il numero di quelle esistenti alla fine del 2009 (+23,9%, erano poco più di 14 mila). Nello stesso periodo, l’insieme del settore del commercio al dettaglio ha “perso” circa 16.400 imprese, pari a una riduzione del 2% nel decennio (passando da 866 mila a 850 mila unità). In Liguria si è passati dalle 26.700 imprese del 2009 alle quasi 25.600 del 2018.

Le opportunità del web hanno stimolato più di ogni altri gli imprenditori del Sud. Se in termini assoluti le regioni a più alta crescita sono state Lombardia, Campania e Lazio (rispettivamente +2.634, +2.018 e +1.555 unità), in termini relativi quelle che sono cresciute a ritmo più sostenuto sono state Campania, Abruzzo e Calabria (tutte oltre la media del 35% all’anno), seguite da Puglia, Basilicata e Sicilia con aumenti medi superiori al 25% in ciascuno dei dieci anni considerati.

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