Chiudono le contrattazioni in rosso le principali borse europee. Gli operatori oggi sono stati delusi dai dati sull’occupazione americana (in febbraio +20.000 posti di lavoro contro i +180.000 attesi). Il dipartimento del lavoro statunitense ha osservato come 390 mila persone  non siano state assunte per motivi meteorologici ma ai dati del job report si sono aggiunte le preoccupazioni per i negoziati commerciali Usa-Cina, il crollo del surplus commerciale cinese e il taglio delle stime da parte della Bce annunciato ieri, con il governatore Mario Draghi che ha parlato di «un periodo di continua debolezza e incertezza pervasiva».

Il Cac 40 di Parigi segna -0,70%, il Dax 30 di Francoforte -0,52%, il Fste 100 di Londra – 0,74%. Milano ha terminato con Ftse Italia All-Share a 22.539,25 punti (-0,97%) e Ftse Mib a 20.484,39 punti (-1,03%). Sostanzialmente fermo lo spread BtP Italia/Bund decennale, attestato su 243 punti base.

A Piazza Affari, sul Mib, Azimut (+3,21%), Banca Generali (+1,1%), Campari (+1,01%), Amplifon (+0,68%) segnano i maggiori rialzi, Banco Bpm (-2,81%), Fca (-2,63%), Unicredit (-2,53%) e Ubi Banca (-2,46%) i maggiori ribassi. Fuori del listino principale, exploit del Sole 24 Ore (+23,28% (in stato in volatilità per ampia parte della seduta) grazie al netto miglioramento dei margini nell’esercizio 2018.

Crolla il petrolio (-2,37% il Wti a maggio e -2,2% il Brent), a causa dei timori per la decisione del governo norvegese di cedere una parte del portafoglio azionario detenuto nel settore Oil&Gas dal proprio fondo sovrano.

Sul Forex, euro/dollaro in ripresa a 1,1242. Il dollaro arretra nei confronti dello yen a 111,14.

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