«Sulla viabilità genovese emergono preoccupanti indiscrezioni. Dopo un anno di promesse per una rivoluzione della viabilità che fosse davvero innovativa e di rilancio per una città come Genova, il sindaco Bucci, insieme al professor Enrico Musso, sembra abbiano accantonato l’idea del tram in favore del filobus. Una scelta assurda per una città che vuole evolvere e ripartire anche dopo il crollo del Ponte Morandi. Una scelta in controtendenza rispetto a tutte le più grandi città europee o italiane come Firenze (stanno per inaugurare la seconda tranvia), Torino e Palermo». A dirlo è Luca Pastorino, deputato e segretario di presidenza alla Camera per Liberi e Uguali.

Luca Pastorino

«Le dichiarazioni del Comune riguardanti la mancanza di fondi sono poco credibili − aggiunge Pastorino − Anche perché sarebbe impensabile che con 400 milioni si possano coprire tutte e 4 le linee del progetto di mobilità urbana. Come avvenuto anche con la metropolitana saranno necessari più lotti con relativi finanziamenti».

«I filobus non porteranno nessun vantaggio alla qualità della mobilità pubblica. Dove è stato introdotto il tram c’è stato anche un percorso di riqualificazione urbana a 360 gradi. Qui a Genova invece facciamo come i gamberi. Torniamo indietro invece di andare avanti. E la nostra città ha bisogno di un progetto di mobilità serio, mettiamoci anche 10 anni, ma le cose facciamole bene. Non basta qualche filobus da dare in pasto agli elettori per dire che qualcosa si è fatto».

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