Un investimento di qualche milione, costo zero per l’amministrazione comunale. Dopo gli Erzelli arriva un’altra zona di sperimentazione 5G a Genova: il Porto Antico. Una collaborazione tra Fastweb ed Ericsson, che si avvarranno della collaborazione tecnologica di Leonardo.

Tre le possibilità di utilizzo, due già determinate e una ancora da definire: «Grazie a questa tecnologia – spiega Alberto Cappato, direttore generale della Porto Antico spa – potremo sperimentare a livello di sicurezza, grazie a Leonardo, il people counting, cioè il conteggio delle persone attraverso i passaggi in varchi virtuali monitorati da telecamere e il people density, ossia il rilevamento dei dati di densità, passaggio e sosta in zona Mandraccio per controllare gli eventi in corso nell’area».

Da sin. Cappato, Di Bernardo, Scalpelli, Campora

L’altro aspetto è più legato alle tecnologie di Smart city: un controllo immediato per esempio sull’illuminazione, «diminuendola e aumentandola in tempo reale a seconda che ci sia passaggio di persone o no – specifica Cappato – ma anche il monitoraggio di sostanze inquinanti, per avere in tempo reale la concentrazione, teniamo conto che noi abbiamo già un monitoraggio in tempo reale dei nostri consumi energetici».

«Questa tecnologia – aggiunge Sergio Scalpelli, direttore delle relazioni esterne e istituzionali di Fastweb – elimina in pratica il tempo di latenza, ossia il ritardo delle immagini trasmesse rispetto al momento in cui queste vengono acquisite dalla videocamera».

Fastweb ha scelto Genova perché è una delle città su cui è presente una cospicua infrastruttura di base: «Abbiamo cominciato a cablarla nel 2001 – sottolinea Scalpelli – ora il 75% è connesso in fibra ottica, il resto “fiber to the cabin”, abbiamo 600 cabinet in città, nel senso che non serve più il collegamento diretto con la casa, senza bisogno di microtrincee o scavi».

Il terzo progetto riguarda il turismo, ma è ancora maggiormente da definire: «Il 5G è ideale per la realtà aumentata – spiega l’assessore comunale alla Cultura Barbara Grosso – stiamo pensando per esempio a sperimentare rievocare in un palazzo dei rolli, magari Palazzo Rosso, attraverso l’alta tecnologia, la vita di quando era abitato».

La sperimentazione prenderà il via già questo mese ed entrerà in piena operatività a marzo, durando per tutto il 2019.

Cos’è la tecnologia 5G

Per Scalpelli si tratta di qualcosa di più rispetto alla semplice continuazione o evoluzione tecnologia mobile 4G. «Un salto importante, che permetterà la convergenza tra reti fisse e mobili e un’infinità di applicazioni.

I requisiti: velocità dati di decine di megabit al secondo per decine di migliaia di utenti; 1 gigabit al secondo simultaneamente a molti lavoratori con gli uffici posti sullo stesso piano; parecchie centinaia di migliaia di connessioni simultanee per reti di sensori senza fili capillari e di grandi dimensioni; efficienza spettrale significativamente potenziata in confronto al 4G;
copertura migliorata;
efficienza dei segnali potenziata; latenza significativamente ridotta in confronto all’Lte 4G.

Tra le applicazioni, oltre che quelle già elencate nell’articolo anche la possibilità di interventi di chirurgia oncologica da remoto, di controllo in tempo reale della mobilità, oltre che tutto ciò che riguarda la realtà aumentata.

Giancarlo di Bernardo, direttore vendite di Ericsson Italia, chiarisce il ruolo dell’azienda: «Noi siamo fornitori di tecnologia, porteremo l’esperienza a livello globale di 5g, ma anche competenze e capacità locali. Abbiamo già una decina di accordi commerciali, più di 40 service provider e 40 istituti con cui collaboriamo. A Genova per esempio sta succedendo con l’Iit, c’è un ambiente favorevole».

Il Comune di Genova, lo dice l’assessore all’Informatica Matteo Campora, intende esportare nell’amministrazione questo tipo di sperimentazione.

«La tecnologia è un mezzo per raggiungere gli obiettivi, dopo il 5G agli Erzelli e questa sperimentazione al Porto Antico, ci piacerebbe allargare anche ad altri punti produttivi della città».

Sul fronte della cittadinanza per il momento non cambierà granché: i primi apparati 5G ready, secondo Scalpelli e di Bernardo, saranno messi in commercio intorno a giugno, occorrerà quindi un po’ di tempo perché il mercato prenda piede.

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