«Dobbiamo riposizionare la Russia al centro della strategia commerciale e della cooperazione nei settori attualmente più dinamici dell’economia eurasiatica, riconoscendole un ruolo fondamentale di ponte verso tutti gli altri Paesi dell’area e la Cina». Lo ha detto oggi a Genova Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, in apertura del 3° seminario italo-russo organizzato da Regione Liguria, Consolato Generale della Federazione Russa a Genova, Conoscere Eurasia, Roscongress e Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e Lexis Legal and Tax.

Secondo i dati Istat elaborati dall’Associazione Conoscere Eurasia, tra Liguria e Mosca nei primi 9 mesi del 2018 si registra una riduzione di oltre un terzo dell’interscambio (-35% a/a), che si è fermato a 91,7 milioni di euro. Un risultato determinato da entrambe le voci della bilancia commerciale che al 30 settembre 2018 hanno chiuso con segno negativo. Sul fronte export, dopo aver chiuso il 2017 a 110,7 milioni di euro, in calo dell’8,3% sui valori del 2016, le vendite liguri in Russia nei primi 9 mesi dell’anno scorso hanno registrato un’ulteriore contrazione del 34,2% (a/a), portando il consuntivo gennaio-settembre a un valore di poco inferiore a 63,2 milioni di euro. In negativo anche le importazioni dalla Russia nello stesso periodo: -37% (28,6 milioni di euro).

«L’andamento registrato a livello regionale nei primi 9 mesi dell’anno scorso – ha proseguito Fallico – è confermato dal consuntivo nazionale. Infatti, nel 2018 le esportazioni italiane verso Mosca sono calate del 4,5% rispetto all’anno precedente, assestandosi a poco più di 7,6 miliardi di euro. Si tratta di un indicatore di stagnazione delle relazioni che va ben oltre il problema delle sanzioni, un segnale che c’è ancora molto da fare in un contesto in cui le potenzialità di business sono molto elevate».

Entrando nel merito dei dati regionali, le voci più penalizzate dell’export verso Mosca nei 9 mesi sono i macchinari e apparecchi, che con un calo tendenziale del 61,5% crollano dai quasi 61 milioni dello stesso periodo 2017 ai 23,4 dello scorso anno, e i prodotti alimentari e bevande, a -32,9% (3,7 milioni di euro). In controtendenza, crescono le vendite liguri nella Federazione di sostanze e prodotti chimici (22,1 milioni di euro, +15,9%), apparecchi elettrici (3 milioni di euro, +100%), articoli farmaceutici (2,8 milioni di euro, +2117%) e prodotti in gomma e materie plastiche (2,1 milioni di euro, +25,4%). Per quanto riguarda le importazioni, si dimezzano gli acquisti dalla Russia di prodotti petroliferi raffinati (-52,6%, 13 milioni di euro), mentre i metalli calano del 70,6% (4,2 milioni di euro).

A livello provinciale, pur diminuendo i rapporti commerciali con Mosca del 18,6%, è Genova a produrre il 70% dell’interscambio regionale con il Paese eurasiatico, per un controvalore di più di 63,3 milioni di euro. Per il capoluogo ligure le perdite dei primi 9 mesi 2018 ammontano a 4,1 milioni di euro sul fronte export (35,5 milioni di euro, -10,4%) e a 10,3 milioni di euro su quello import (27,9 milioni di euro, -27%).

Export Liguria-Russia

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