Il ponte Morandi c’entra, ma non è il solo indiziato del rallentamento dell’economia genovese. Il titolo scelto da Confindustria Genova per rappresentare l’indagine congiunturale relativa al secondo semestre 2018, è comunque significativo: “La gelata del 14 agosto”.

Oltre ai consueti dati relativi agli indicatori economici, Confindustria ha aggiornato anche le previsioni degli impatti economici legati al crollo del viadotto, le riportiamo nella tabella aggiornata qui sotto

Aggiornamento al gennaio 2019

«Con la riapertura delle strade – evidenzia il presidente di Confindustria Genova Giovanni Mondini – gli imprenditori che hanno risposto all’indagine, si sono resi conto che la perdita stimata potrebbe essere molto inferiore rispetto a quanto preventivato inizialmente. Possiamo dire che la rapidità dimostrata dalle istituzioni locali nel risolvere le problematiche di viabilità è stata di grande aiuto».

Tornando però all’indagine congiunturale è evidente che la tragedia abbia influito, anche se non è possibile capire quanto: il confronto con le previsioni del primo agosto 2018 e il consuntivo a febbraio 2019 è impietoso. Per quanto riguarda l’industria e i servizi le prospettive per il secondo semestre erano +5,5% di fatturato, +8,6% di ordini, +3,1% di esportazioni, +0,5% di occupati in organico. La dura realtà del secondo semestre 2018 sul secondo semestre 2017 vede un fatturato legato alle commesse italiane a -1%, un fatturato estero a -0,1%, gli ordini crescere ma meno del previsto (Italia +1,4%, estero +4,4%). Gli occupati in organico sono rimasti a +0,5%.

Nel report, presentato da Guido Conforti, responsabile dell’ufficio studi di Confindustria Genova, in parte si intuisce che sia colpa del Morandi, in parte del rallentamento della domanda, dall’Italia e dall’estero.

Per quanto riguarda il porto, rispetto al secondo semestre 2017, calano i container (-6,4%) e le rinfuse solide (-37,6%), ma scendono anche i traffici per la funzione industriale (-9,3%) e le rinfuse liquide (-10,7%). Calate anche le navi arrivate e partite (-1,3%). Il traffico passeggeri aumenta grazie ai crocieristi (+12,5%), che tamponano il -0,7% dei traghetti (ma i passeggeri dei traghetti sono quasi il triplo di quelli delle navi da crociera).

Unico dato veramente positivo il boom dei traffici aeroportuali con un +5,8% di movimenti e un +20,2% di passeggeri.

In calo anche uno dei capisaldi che aveva “tenuto” anche in tempi di crisi: il turismo. Nel secondo semestre 2018 scendono gli arrivi, cioè i pernottamenti (-3,5%) e le presenze (-2,5%). Cala il fatturato Italia (-3,8%) stabile il fatturato estero. Scendono del 3,9% i prezzi di vendita e il costo del lavoro. Stabili gli occupati in organico.

L’industria manifatturiera ha registrato qualche difficoltà (produzione -1,2%, fatturato Italia -2,2%, fatturato estero +0,1%) ma ha mantenuto comunque un’elevata capacità a raccogliere ordini (+2,3% Italia, +9,3% estero), ma il segnale che aumentano le giacenze dei prodotti (+2,6%) significa che è in corso una frenata.

Tiene invece il terziario avanzato, che aumenta tutte le percentuali rispetto al secondo semestre 2018 (+3,9% il fatturato Italia, +0,6% quello estero, +2% gli ordini, +1,1% occupati in organico).

Vista la situazione le previsioni delle aziende per il primo semestre 2019 per industria e servizi non sono esaltanti: -0,1% di fatturato, -1% di ordini, -0,9% di esportazioni e +0,6% di occupati in organico.

 

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