Chiusura in forte ribasso per le principali borse europee, condizionate da diversi fattori negativi: la Commissione Europea ha tagliato le stime di crescita dell’eurozona per il 2019 a 1,3% da 1,9% e per il 2020 a 1,6% a 1,7%, è calata la produzione tedesca a dicembre (-0,4% su mese e -3,9% su anno), la Banca centrale britannica ha deciso di tagliare dall’1,7% all’1,2%, le previsioni di crescita per il 2019, la Brexit è sempre più preoccupante dopo che il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha ribadito la sua netta chiusura alla riapertura delle trattative. Il Cac 40 di Parigi segna -1,84%, il Dax 30 di Francoforte -2,67%, il Ftse 100 di Londra – 1,11%.

Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 21.423,12 punti (-2,46 %) e Ftse Mib a 19.478,32 punti (-2,59%), mentre lo spread BtP Italia/Bund a 10 anni si è attestato sui 283 punti base da 267 pb di ieri sera, tornando sui livelli di due mesi fa, prima dell’accordo con la Commissione Ue che ha evitato la procedura per deficit eccessivo. Dal 30 gennaio scorso, il differenziale Italia/Germania si è allargata di 43 punti base (era a 240 punti).

Piazza Affari è stata condizionata, oltre che dal taglio delle stime di crescita  da parte della Commissione Ue e dall’allargamento dello spread, dallo scivolone di Fca (-12,2%), dovuto a una guidance 2019 inferiore alle aspettative.

Sul fronte dei cambi, euro in lieve calo a 1,1354 dollari (da 1,1364 ieri sera).

In frenata le quotazioni del petrolio, con Wti e Brent rispettivamente in area 52,2 e 61,1 dollari, mentre l’oro quota 1.310 dollari l’oncia.

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