La risposta positiva delle banche italiane alle indicazioni della Bce sui requisiti patrimoniali da rispettare per il 2019 ha spinto la Borsa di Milano che, con Ftse Italia All-Share a 21.522,16 punti (+1,15%) e Ftse Mib a 19.586,56 punti (+1,21%), ha chiuso in netto rialzo, in testa ai principali listini europei, tutti positivi  nonostante le incertezze sul confronto Usa-Cina  e sulla Brexit e la possibilità di un nuovo shutdown negli Usa. Parigi segna +1,06% con il Cac 40 a 5.014 punti, Francoforte +0,99% con il Dax 30 a 11.014 punti, Londra +0,82% con il Ftse 100 a 7.129 punti.

In contrazione lo spread BtP Italia/Bund a dieci anni, attestato sui 277 punti base dai 289 pb di venerdì sera.

A Piazza Affari a segnare i maggiori rialzi sul listino principale sono i titoli bancari/finanziari: Banco Bpm +7,03%, Bper Banca+4,15%, Azimut Holding+3,98%. L’unico ribasso del Mib è di Fca (-0,38%), ancora penalizzata dall’outlook 2019 al di sotto delle stime.

Petrolio in calo, dopo che il ministro saudita all’Energia ha previsto il raggiungimento di un equilibrio tra domanda e offerta (-1,73% il Wti a marzo e -1,2% il Brent).

Sul valutario, l’euro si indebolisce e e vale 1,128 dollari: secondo gli analisti, di fronte alle crescenti incertezze, gli investitori cercano rifugio nel dollaro (1,1314 in avvio e 1,1321 venerdì), mentre l’euro/yen è a 124,492 e il dollaro/yen a 110,36.

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