Trenta oggi, altre sette nei prossimi giorni. Praticamente tutta la rappresentanza camerale, sindacale, datoriale della Liguria è compatta nel dire sì alla Gronda, firmando un documento che sarà inviato al presidente del consiglio e al ministero delle Infrastrutture.

«Il 14 agosto – spiega il presidente della Camera di Commercio Luigi Attanasio, che ha ospitato la firma – ci ha insegnato che abbiamo sempre bisogno di alternative e la fragilità delle infrastrutture liguri, alcune risalenti anche agli anni Trenta. Quattro miliardi di investimento rappresentano un’iniezione di lavoro molto potente. Non possiamo più perdere tempo»·

«Siamo qui in maniera costruttiva – ribadisce il presidente di Confindustria Genova Giovanni Mondini – perché da agosto 2018 il progetto esecutivo giace al Mit. Vorremmo capire se ci stanno lavorando. L’opera ci risulta cantierabile, vogliamo solo capire se e quando partirà, visto che il progetto è finanziato da un accordo con l’Ue che prevede la proroga della concessione ad Autostrade per l’Italia e inoltre non costa nulla allo Stato. Magari è l’occasione per ottenere un incontro».

Mondini inoltre sottolinea che tutte le opere infrastrutturali in costruzione a Genova, lotto 10 compreso «Sono già contemplate insieme alla Gronda, non come alternativa al nuovo viadotto sul Polcevera».

Paolo Odone, presidente Ascom Genova, aggiunge: «La mia ultima missione da presidente della Camera di Commercio di Genova è stata andare a Roma dopo la prima stesura del decreto Genova e i risultati deludentissimi sono diventati accettabili. La folta presenza di oggi testimonia che le liti di una volta non ci sono più. Ho telefonato anche a Beppe Grillo per dirgli di dare una svegliata ai suoi, non mi ha dato una risposta chiara, ma penso abbia capito».

Paola Noli, presidente di Cna Genova, ribadisce: «Tutto questo è utile per rimarcare che su Genova ci sia stata troppa disattenzione dopo il 14 agosto».

Sono 10 i punti elencati dai firmatari per spiegare perché Genova e l’Italia abbiano bisogno della Gronda. Uno, particolarmente importante lo evidenzia Alfonso Pittaluga, segretario generale Uil Liguria: «Il principio di continuità amministrativa va mantenuto. Un’opera che ha superato tutte le valutazioni non può essere fermata, anche perché rappresenta un pezzo di pil italiano. Siamo già in ritardo».

Gli altri punti riguardano sia un miglior accesso al sistema portuale, che risulterebbe anche più funzionale, sia alla stessa città e alle Riviere, in chiave turistica. I tempi di percorrenza sarebbero migliori e anche i livelli di sicurezza per gli utenti sarebbero garantiti maggiormente. Verrebbe ridotto, secondo i firmatari, anche il tasso di inquinamento atmosferico e acustico.

La firma

«Serve per il rilancio della città – sostiene Paola Bavoso della segreteria della Cisl Liguria – parlare di Gronda è parlare di programmazione, mettiamo un punto su quello che vogliamo per il territorio».

«C’è bisogno di futuro – dice Gianluigi Granero presidente ligure di alleanza delle cooperative italiane – occorre pensare al lungo periodo».

Marco Novella in rappresentanza di Confitarma porta anche il sostegno degli armatori italiani, non solo liguri, «a testimonianza che l’auspicio della realizzazione di quest’opera è anche a livello nazionale».

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