In Liguria nel 2018 il numero di richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti da parte delle imprese è cresciuto del +2,6% rispetto all’anno precedente, con una variazione superiore a quella nazionale. Il dato emerge dalle ultime elaborazioni effettuate da Crif sulla base del patrimonio informativo di Eurics, il sistema di informazioni creditizie che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie, di cui oltre 9 milioni riconducibili a imprese.

Considerando il volume complessivo delle richieste in termini assoluti, la nostra regione si posiziona al decimo posto nella classifica nazionale, guidata dalla Lombardia. Entrando nel dettaglio, l’analisi mostra un andamento positivo delle richieste sia per le società di capitali (+2,6%) che per le imprese individuali (+4,3%).

A livello provinciale, gli incrementi più accentuati sono quelli rilevati a Genova e Imperia, rispettivamente pari a +6,4% e +3,6%, mentre sono risultate in calo le richieste alla Spezia (-0,6%) e Savona (-3,8%).

Per quanto riguarda l’importo medio richiesto dalle imprese, invece, con 42.664 euro la Liguria si colloca al di sotto della media nazionale (68.301 euro) malgrado l’incremento del 7% fatto segnare dalle società di capitali. Il valore più elevato si registra a Genova, con 53.034 euro, seguita da Savona, con 46.379 euro.

«L’ultimo trimestre del 2018 ha contribuito a riportare in territorio positivo l’andamento delle richieste di credito da parte delle imprese italiane, dopo due trimestri “freddi”, dinamica che vede un’accelerazione da parte della Liguria − spiega Simone Capecchi, direttore esecutivo di Crif − Gli ultimi dati macro-economici rendono incerte le stime di crescita del Pil nel 2019 ma il costo del denaro ancora contenuto e il trend di progressiva diminuzione dei tassi di default delle imprese ci fa essere ottimisti circa un ulteriore consolidamento delle richieste di credito anche per l’anno appena iniziato».

«In questo contesto, per le aziende di credito si presenta l’occasione per adottare nuovi approcci e cogliere le opportunità derivanti dall’open banking e dai paradigmi di advanced analytics per sviluppare nuovi strumenti di relazione con la clientela business e servizi a valore aggiunto in grado di soddisfarne le esigenze», conclude Capecchi.

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