Un programma straordinario di investimenti, che in parte era già previsto, ma che subirà una forte accelerata grazie al fatto che, entrando a far parte del pacchetto di misure legate al ponte Morandi, potrà beneficiare delle deroghe al codice degli appalti che rientrano nei poteri del commissario alla demolizione e ricostruzione del ponte.

Il programma sarà finanziato a valere sulle risorse stanziate dalla manovra Genova, di Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e di altri soggetti pubblici e privati.

In totale gli investimenti per la competitività ammontano a 600 milioni (privati) e 1.382 milioni (pubblici), di cui 1.061 riferiti al programma straordinario. Di questi, 449,3 milioni sono finanziati dalla manovra Genova (202,3 milioni), dal bilancio dell’Authority (160,5 milioni), da altri soggetti pubblici (72,3 milioni), da capitali privati (14,2 milioni).

I porti di Genova sono il quinto porto gateway in Europa, il traffico giornaliero vede in transito (entrata e uscita), circa 4 mila camion e 30 treni. Nel 2009 movimentava 1,5 milioni di teu, nel 2017 è arrivato a 2,6 milioni, un trend in crescita anche nel 2018 sino al crollo del Ponte Morandi.

Il fabbisogno è di 612 milioni. Il grosso è per due grandi opere: lo spostamento della diga foranea (300 milioni) e il ribaltamento a mare di Fincantieri (215 milioni), oltre che la quota Hennebique a carico dei privati (90 milioni) e l’adeguamento del parco Fuori Muro (7 milioni di cofinanziamento).

Quattro le macro aree di intervento: ultimo miglio stradale e ferroviario, infrastrutture portuali, progetti di integrazione porto-città e aeroporto.

«Il più grande investimento cittadino dai tempi delle Colombiane, ci aspettiamo un forte incremento del traffico contemperando le esigenze del territorio», spiega il viceministro alle Infrastrutture con delega ai Porti Edoardo Rixi, evocando cambiamenti che si sono rivelati fondamentali per la città. «Con questi investimenti chiudiamo la trilogia degli aiuti arrivati a Genova dopo il crollo del ponte, non solo misure di ripristino, ma anche di impulso all’economia», dice Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e commissario straordinario all’emergenza. Gli investimenti andranno realizzati in tre anni (escluso i più corposi, diga foranea e Fincantieri), l’affidamento dei lavori previsto già quest’anno.

Ultimo miglio stradale e ferroviario

L’investimento costa 178,9 milioni, di cui 171,9 già disponibili.

«Realizzeremo la separazione totale della viabilità portuale da quella cittadina – sottolinea il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini – inoltre toglieremo il traffico container da calata Bettolo e calata Sanità, portando tutto al Campasso». Previsto anche un autoparco di Ponente, che verrà realizzato sulla sponda destra del Polcevera, non più nelle aree ex Ilva, ma dal terminal Erzelli due.

Il collegamento con il retroporto di Alessandria viene considerato strategico per avere un hub collegato alla velocizzazione delle procedure della zona logistica speciale.

Infrastrutture portuali

Un investimento di 642,8 milioni, di cui 127,8 disponibili

Per quanto riguarda Fincantieri, puntualizza Rixi: si tratta di un ribaltamento a mare ulteriore rispetto a quanto già previsto qualche anno fa: «In modo da poter costruire le grandi navi che si prevedono a partire dal 2026. Si tratta di cambiare la connotazione di un’area molto vasta. Per i dettagli se ne parlerà nei prossimi mesi, quando verrà chiuso l’accordo di programma per gli altri due step che partiranno molto più avanti».

Integrazione porto-città
Un costo previsto di 145 milioni di cui 55 disponibili e 90 a carico dei privati

Il sindaco di Genova Marco Bucci non ha ancora svelato però dove finiranno i depositi costieri di Carmagnani/Superba: «Abbiamo tre ipotesi al vaglio, soluzioni il più possibile lontano dalle case».

Aeroporto

Investimenti per 94,6 milioni già tutti disponibili

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