Venti milioni di euro per gli autotrasportatori danneggiati dal crollo del ponte Morandi. Un decreto attuativo che chiarisce come verranno suddivisi: «I criteri di indennizzo riguardano sia coloro che hanno dovuto allungare il tragitto per bypassare Genova, sia coloro che erano diretti al porto di Genova – spiega il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini – questi 20 milioni diviso il numero totale delle missioni, dà l’indennizzo. Abbiamo calcolato circa 1 milione di viaggi, visto che 500 mila lì ha fatti solo il porto. Solo per chi fa più di 5 consegne nell’area urbana di Genova il coefficiente è di 1,5 invece di 1.

Da sin. Signorini, Toti, Rixi

«Nel decreto Genova e nella legge di Bilancio – aggiunge il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi – abbiamo già gli 80 milioni sia per il 2019 sia per il 2020. Faremo l’analisi dei traffici reali per capire come distribuire quelli degli anni successivi».

Sarà l’Autorità portuale a raccogliere le domande, mentre spetta al commissario erogare gli indennizzi. Sul sito dell’Adsp verranno indicati i tempi e le modalità.

Contestualmente al decreto attuativo sull’autotrasporto, il commissario straordinario all’emergenza Giovanni Toti, ha presentato anche quelli degli indennizzi alle imprese e ai lavoratori autonomi e alla cassa integrazione.

Indennizzi alle imprese

Il risarcimento è previsto per aziende e professionisti che hanno avuto un decremento del fatturato dal 14 agosto al 29 settembre rispetto al valore mediano dello stesso periodo nel triennio precedente (2015-2017), sino a un massimo di 200 mila euro.

Le domande vanno presentate dal 15 gennaio al 28 febbraio alla Camera di Commercio di Genova da coloro che avevano già compilato il modello AE. Proprio le nuove 8 assunzioni annunciate dalla Camera di Commercio di Genova serviranno per smaltire queste domande, anche se i rinforzi arriveranno solo a febbraio (era dal 2012 che la Camera non assumeva). A erogare i soldi sarà invece il commissario delegato all’emergenza.

«Abbiamo stabilito la zonizzazione – spiega Toti – con le priorità e i limiti di accesso».

Il decremento di fatturato può essere dimostrato mediante dichiarazione dell’interessato ai sensi dell’art. 46 del Testo unico di cui al decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, accompagnata da estratto autentico delle pertinenti scritture contabili attinenti ai periodi di riferimento, in alternativa all’esibizione alla Camera di Commercio delle intere scritture contabili in originale da cui dovrà essere riprodotta copia autenticata dei periodi interessati.

Per quanto riguarda i risarcimenti è stata definita la soglia minima di 1000 euro del decremento di fatturato quale requisito di ammissibilità.

Con priorità sarà riconosciuta una somma fino al 100% del decremento del fatturato (previsto dall’art.4 del DL 109/2018) a imprese e liberi professionisti con sede operativa all’interno della zona rossa/arancione, ricompresa nei municipi Valpolcevera, Medio Ponente e Centro Ovest (come da piantina).

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Le altre risorse, a seconda della disponibilità e dopo aver soddisfatto la zona di priorità, verranno ripartite tra gli altri soggetti compresi, comunque, nei tre municipi ma fuori della zona rossa/arancione.

Per le imprese e i liberi professionisti che non dispongano del periodo di attività di un triennio il decremento è determinato con riferimento al valore più basso di fatturato annuo (risultante dalle pertinenti scritture contabili) tra gli anni disponibili.

Per informazioni è attivo il numero verde relativo all’emergenza Morandi 800681121 (attivato da Regione Liguria con le associazioni di categoria).

Cassa integrazione sostegno al reddito

Per quanto riguarda il sostegno al reddito, la cosiddetta cassa integrazione in deroga, il finanziamento previsto dal decreto Genova è di 30 milioni totali (11 per il 2018 e 19 per il 2019). Un provvedimento pari al trattamento massimo di integrazione salariale (per un massimo di 12 mesi), in favore:
dei lavoratori del settore privato impossibilitati o penalizzati a prestare l’attività lavorativa in tutto o in parte a seguito del crollo del ponte Morandi;
dei dipendenti di aziende operanti nelle aree territoriali della Città Metropolitana di Genova che hanno subito un impatto economico negativo alla data del 14 agosto 2018 e per i quali non trovano applicazione le tutele previste dalla normativa vigente in materia di ammortizzatori sociali.
Inoltre è prevista un’indennità una tantum pari a 15.000 euro in favore dei lavoratori autonomi, dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, compresi i titolari di attività di impresa e professionali, che abbiano dovuto sospendere l’attività a causa dell’evento. Il risarcimento è previsto per i soggetti che hanno avuto la sospensione di attività, riferita a un periodo che intercorre tra il 14 agosto 2018 e il 19 novembre 2018, a fronte di una sospensione di almeno 30 giorni solari e continuativi.

Le domande per il sostegno al reddito potranno essere presentate attraverso un sistema telematico dal sito di Regione Liguria dal 15 gennaio 2019.

 

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