L’Università degli Studi di Genova lancia il concorso Future Library invitando giovani da tutto il mondo a progettare il futuro delle biblioteche, luoghi per l’apprendimento e la conoscenza, disegnando inediti modelli di learning space.

L’ambientazione progettuale è un luogo iconico: l’area dell’ex biblioteca del Dipartimento di Fisica, ospitata nel Polo di Valletta Puggia (1975-1994, Tomaso Badano e Lionello Calza), a Genova.

L’edificio è un immenso complesso all’interno del quale migliaia di studenti svolgono giornalmente la propria vita universitaria, percorrendo un dedalo di aule, corridoi, uffici e sale studio. Alla sommità dell’edificio stesso lo spazio interessato dal concorso: due ambienti distinti ma collegati, al sesto piano e al mezzanino tra sesto e settimo piano.

Le biblioteche rappresentano uno dei fenomeni architettonici più affascinanti nella storia del genere umano. Dalla biblioteca di Alessandria ai più recenti capolavori dell’architettura contemporanea, la biblioteca è da sempre centro di sedimentazione della memoria collettiva, il luogo dove le esperienze umane potevano essere conservate, cristallizzate, rese eterne, trasmettendosi dalle antiche alle nuove generazioni.

I libri necessitavano di uno specifico spazio di archiviazione e consultazione; ma nell’era della de-materializzazione, della virtualità e del 4.0, l’informazione è trascesa a una sequenza impalpabile di codici, sequenze immateriali che possono essere interrogate e decifrate da qualsiasi dispositivo, in qualsiasi momento e in qualunque luogo.

Accade così che mentre lo spazio virtuale si dilata, quello fisico perde terreno, e anche luoghi che per secoli hanno rappresentato una costante dell’umanità devono mutare connotazioni e sfumature: la biblioteca non è più il luogo di conservazione e consultazione del libro, perché l’accesso all’informazione trascende il libro.

E allora quale futuro per le biblioteche, e quale la biblioteca del futuro?

Future Library invita i progettisti a riflettere su quella che è la dimensione superstite su cui l’architettura deve lavorare: perché se è vero che lo studio, l’accesso all’informazione non è più vincolato a un luogo – la biblioteca – resiste ancora una dimensione che la tecnologia non è perfettamente riuscita a smaterializzare: la relazione. Il confronto, il lavoro collettivo, l’azione creativa, l’interazione fra individui – che è alla base dello studio e della conoscenza – necessitano ancora di luoghi. Per simili ragioni, il modello di learning space non potrà che configurarsi come uno spazio fortemente relazionale, che permette l’incontro, pur tutelando una dimensione individuale che è altrettanto necessaria all’apprendimento. Supportare relazioni significherà creare spazi flessibili, liquidi, capaci di riconfigurarsi per assecondare i vari modelli di studio e apprendimento che i fruitori dello spazio si sentiranno di attuare: modularità e semovibilità degli spazi architettonici sono possibili soluzioni capaci di assecondare un simile approccio.

Le iscrizioni early bird al concorso termineranno il 10 febbraio 2019, ma sarà possibile iscriversi fino al 7 aprile 2019. La scadenza per la consegna degli elaborati è fissata per il 10 aprile 2019. Il premio è di 15.000 euro per tre vincitori, su 30 finalisti.

Il bando completo di tutte le informazioni è sul sito di Code (competitions for designers) una piattaforma promotrice di concorsi di design.

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