Chiudono la settimana in moderato ribasso le borse europee, deluse dai dati sulla produzione industriale di novembre dei principali paesi del continente e preoccupate per lo shutdown del governo federale Usa, giunto al suo ventunesimo giorno.

Il Cac 40 di Parigi segna -0,51%, il Ftse 100 di Londra -0,36%, il Dax 30 di Francoforte -0,31%.

Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 21.215,17 punti (-0,03%) e Ftse Mib a 19.290,09 punti (-0,06%). Poco mosso lo spread tra BTp e Bund. Al termine delle contrattazioni il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005340929) e il pari scadenza tedesco si attesta sui 263 punti base dai 264 punti di ieri sera. Il rendimento del BTp decennale benchmark scende al 2,87% dal 2,90% del closing della vigilia.

A Piazza Affari, il maggiore rialzo sul listino principale è di Fca (+2,5%), spinta l’annuncio dall’annuncio di Gm, che ha alzato le stime sugli utili per il 2018 e ha indicato che anche il 2019 sarà positivo.

Sul fronte dei cambi, l’euro passa di mano a 1,1470 dollari (1,1524 in avvio e 1,1500 ieri sera alla chiusura di Wall Street). Il cambio euro/yen è a 124,285 (124,86 in avvio e 124,71 ieri sera), e quello dollaro/yen si attesta a 108,339 (108,35 e 108,43).

In calo il petrolio, con il contratto sul Wti consegna febbraio sceso a 51,87 dollari al barile (-1,37%).

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