La conferma è arrivata il 30 dicembre alla presenza dell’assessore regionale al lavoro Giovanni Berrino: un impegno da parte della Regione Liguria di quasi 120 assunzioni di dipendenti pubblici nei Centri per l’impiego, che si aggiungeranno ai meno di 150 lavoratori “sopravvissuti” nei Centri per l’impiego, sofferenti da sempre e particolarmente falcidiati negli ultimi anni da una transizione infinita.

Lo annunciano le segreterie regionali e territoriali Fp Cgil, Filcams Cgil e Uil Fpl–Uil Tucs.
La composizione è la seguente:

7 lavoratori, precari da oltre 10 anni nei Cpi della Spezia e di Imperia;
14 lavoratori, idonei agli ultimi concorsi a tempo indeterminato per i Cpi (2008), hanno finalmente preso servizio a tempo indeterminato;
68 lavoratori, idonei al concorso a tempo determinato bandito da Alfa a luglio 2018, prenderanno servizio per tre anni entro gennaio 2019;
I restanti idonei dello stesso concorso a tempo determinato (circa 30) prenderanno servizio nei prossimi mesi.

Molti dei lavoratori assunti e assumendi già operavano nei servizi in appalto dei Cpi, terminati in gran parte il 30 novembre scorso e, dicono i sindacati, a gravissimo rischio occupazionale e di dispersione di competenze maturate in molti anni di servizio.

Dopo molti anni di continua contrazione dell’impegno pubblico nei Cpi questa è una prima inversione di tendenza che registriamo positivamente, come positivamente registriamo la decisione unanime del Consiglio regionale di trasferire da Alfa a Regione tale servizio a partire dal prossimo aprile. Regione Liguria ha anche confermato l’impegno ad avviare finalmente ulteriori servizi integrativi. Ci sono le premesse per fare servizi efficienti e di qualità, dei quali i cittadini hanno diritto e che i lavoratori si sono conquistati.

La soddisfazione del sindacato è arricchita dall’avvio delle stabilizzazioni degli altri lavoratori di Alfa, che porterà, da qui al 2020, a far diventare lavoratori a tempo indeterminato dell’ente 52 lavoratori che vi hanno operato per molti anni con contratti precari.

Il percorso è ancora lontano dall’essere concluso, per i tempi indicati e perché gran parte dell’occupazione prevista sarà ancora a tempo determinato, pertanto, annunciano i sindacati, non si abbasserà la guardia, fino alla stabilizzazione definitiva di sistema e lavoratori.

 

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